Curatore/i: Claudia Angarano, Tomaso Monestiroli, Raffaella Neri, Federica Visconti
Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.
Jurij A. Gagarin
La ricerca "INCLUCITY _INCLUsive spaces for the intercultural CITY" ha inteso mettere al centro della riflessione teorica e della sperimentazione operativa il tema dell'abitare migrante.
Sin dalla prima stesura del progetto, ci si è mossi con la consapevolezza che la questione dell'abitare migrante, nelle sue molte declinazioni, è -forse più di molti altri -un tema che, per essere affrontato, esige il contributo di molti ambiti disciplinari differenti.
Per questa ragione la prima fase della ricerca è stata anche e soprattutto una 'fase di ascolto', finalizzata più che a dare risposte a precisare, e magari anche in parte riformulare, le domande. Gli esiti di questo 'ascolto' sono stati documentati nel primo volume INCLUCITY Riflessioni su ... , cui è seguito il secondo INCLUCITY Progetti per ... , sul lavoro di verifica progettuale all'interno dell'area orientale di Napoli. Il progetto propone una ipotesi di trasformazione dell'area orientale di Napoli lungo l'asse di via Argine, dove si ipotizza di collocare nuove unità insediative complesse fatte di residenze, di luoghi collettivi, di spazi pubblici, di luoghi del lavoro, finite nella forma perché - questa l'ipotesi urbana - possano, intervallate da brani di ritrovata natura, costruire un sistema insediativo discontinuo e rappresentare una nuova idea di città per tutti.
Nel corso della ricerca, infatti, è andata consolidandosi l'idea che il tema dell'abitare migrante non dovesse essere più guardato in termini emergenziali e isolati ma come occasione per affrontare problemi di accessibilità al mercato della casa e per attuare politiche di rigenerazione urbana. Nella convinzione che il progetto sia lo strumento privilegiato attraverso il quale, in architettura, si conosce e si ricerca, una volta formulata dal gruppo napoletano un'ipotesi insediativa di un masterplan, docenti di Composizione architettonica e urbana dì sette scuole di architettura italiane sono stati invitati a elaborare una proposta progettuale coerente con i principi generali.
Ciò che con la ricerca INCLUCITY si è provato a dimostrare è che la 'questione abitativa per i migranti' necessita di un cambio dì paradigma che la veda diventare da problema a risorsa o almeno un innesco per risolvere altre questioni che attengono il futuro della nostra città per tutti coloro che la abitano, insieme: perché questo è città.
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