Curatore/i: Massimo Ferrari, Claudia Tinazzi, Alba Marcela Britez, Annalucia D’Erchia, Daniela Mori
Photo credits: Marco Introini
“L'astrazione è lo strumento che permette di integrare un elemento di scala ridotta nelle grandi dimensioni del territorio. Un'astrazione che non risponde a esigenze estetiche, bensì alla necessità di offrire riparo, proteggere dal sole, integrarsi con gli elementi naturali e aderire alle caratteristiche del luogo.”
Sandra Barclay e Jean Pierre Crousse
Photo credits: Marco Introini
Poche certezze contraddistinguono il lavoro, recente come quello appena passato, di Sandra Barclay e Jean Pierre Crousse, un alfabeto minimo che risolve in modo originale ogni conflitto, ogni contrasto proprio interno alle domande che l’architettura pone, ogni soluzione che risponde alle richieste dimostrate, in una felice dimensione formale che da sola rappresenta il risultato auspicato. Nessuno stratagemma, nessuna risposta scontata caratterizza il racconto interno ai progetti che da più di trent'anni dimostrano la possibilità di considerare ancora oggi l’architettura una disciplina autosufficiente capace di trovare al proprio interno, certamente non senza suggestioni interdisciplinari, la strada maestra di un percorso di conoscenza vera costruita in equilibro tra il Sudamerica e l’Europa. Un tratto originale che assume, intreccia e dimostra differenti attitudini che sempre iniziano dalla conoscenza dei luoghi; – di un paesaggio esteso – dall’attitudine alla ricerca delle sensibilità proprie di territori spesso sperduti, fino ai più noti centri urbani.
Photo credits: Marco Introini
Una capacità critica che, senza compromessi, sceglie strategie e valori da sottolineare in una direzione che predilige il sapere tradizionale in una prospettiva futura. Terreni e consistenze originali, valori culturali e modalità di conoscenza applicata entrano così nei progetti mostrati come un raro esempio di capacità di lettura profonda della terra e di saggezza derivata senza retorica e senza autoreferenzialità in una successione di progetti emblematici capaci di fare scuola in un’epoca di solitudini. La successione presentata argomenta sei differenti tematiche che sollecitano altrettante famiglie di pensiero che a partire dai temi proposti dimostrano assieme alle forme costruite il senso di una possibile teoria operativa; caposaldi e strategie ex post che nel legame stretto con il paesaggio culturale, sempre al centro del progetto, svelano connessioni con l’evidente attitudine agli studi tipologici, le composizioni di spazi espressivi, la capacità di adattamento ad un ambiente ostile addomesticato spesso dalle forme elementari del progetto. Buona visione e sempre un plauso a tanta possibilità di assumere strategie di progetto ancor prima di sezioni emblematiche tradotte in percorsi da compiere attraverso il Perù.
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Articolo di Alessandra Coppa per Artribune
Architettura come microcosmo.
Intervista agli architetti Barclay & Crousse che arrivano in mostra a Milano
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Locandina
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Foglio di sala
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