BOITO ARCHITETTO ARCHIVIO DIGITALE

1.12.2021 - 26-1.2022

CURATORE/I: LUCA MONICA - STEFANO CUSATELLI - ANNALISA B. PESANDO - SANDRO SCARROCCHIA
© Photo credits Fotografia di Architettura Federico Brunetti
© Photo credits Fotografia di Architettura Federico Brunetti

L'arte non è una cosa di numeri e di compasso: è soggetta alle passioni, ai pregiudizi, alla voga del dì, alla influenza di alcune piccole circostanze estrinseche e materiali, e a due bisogni umani, che all'apparenza si contraddicono: il bisogno di stupirsi della novità e il bisogno di riposarsi nel consueto. [Camillo Boito]

Conferenza di inaugurazione, Galleria del Progetto
Paolo Portoghesi 
Mercoledì 01/12/2021, ore 16 

Conferenza di chiusura, aula Rogers 
Ornella Selvafolta 
Mercoledì 26/01/2022, ore 16 

Istituzioni promotrici
Politecnico di Milano—Scuola AUIC
Politecnico di Milano—Dipartimento ABC 
Politecnico di Milano—Biblioteca, Biblioteca storica e Archivi storici 
Politecnico di Torino – Dipartimento DAD Architettura e Design 
Politecnico di Torino—Servizi bibliotecari, archivistici e museali 
Accademia di Belle Arti di Brera  Accademia di Belle Arti di Brera—Patrimonio e Archivio storico

Comitato scientifico 
Prof. Sandro Scarrocchia (Coordinatore del Comitato scientifico—Politecnico di Milano) Prof. Luca Monica (Responsabile scientifico, Politecnico di Milano—Dipartimento ABC) Prof. Federico Bucci (Politecnico di Milano—Archivi e Sistema bibliotecario) 
Prof. Marco Biraghi (Politecnico di Milano—Scuola AUIC) 
Prof. Federico Brunetti (Politecnico di Milano—Dipartimento di Design) 
Prof.ssa Maria Canella (Università Statale di Milano) 
Prof. Alberto Giorgio Cassani (Accademia di Belle Arti di Venezia) 
Prof. Stefano Cusatelli (Politecnico di Milano) 
Prof.ssa Maria Pompeiana Iarossi (Politecnico di Milano—Dipartimento ABC) 
Prof. Sergio Pace (Politecnico di Torino—Servizi bibliotecari, archivistici e museali)
Prof.ssa Annalisa Barbara Pesando (Politecnico di Torino) 
Prof. Stefano Pizzi (Accademia di Belle Arti di Brera) 
Prof. Valter Rosa (Accademia di Belle Arti di Brera—Archivio Storico) 
Prof.ssa Ilaria Valente (Politecnico di Milano—Scuola AUIC) 
Prof. Francesca Valli (Accademia di Belle Arti di Brera) 

Contributi di sostegno
Fondazione Cariplo, Milano
Epson Italia, Milano 

Prestatori 
Archivi storici e Biblioteca del Politecnico di Milano 
Archivio dell’Accademia di Belle Arti di Brera 
Sistema Bibliotecario del Politecnico di Torino 
Cittadella degli Archivi del Comune di Milano 
Archivio Casa di riposo per musicisti Fondazione Giuseppe Verdi, Milano Archivio Verdi Villa S. Agata ora presso Archivio di Stato di Parma Archivio di Stato di Varese 
Archivio dell’Ospedale S. Antonio Abate di Gallarate 
Archivio generale del Comune di Padova 
Veneranda Arca di S. Antonio da Padova 

Progetto Boito architetto archivio digitale 
“Boito architetto archivio digitale” è un progetto di ricerca che ha come obbiettivo la riconsiderazione del ruolo svolto da Boito nella cultura del progetto e nella formazione della cosiddetta Scuola di Milano; l’incubazione di un archivio digitale che raccolga i materiali sparsi in sedi, ambiti, enti e istituzioni diverse, nonché le pubblicazioni e le ricerche in corso, a partire dalla rivista “Arte Italiana Decorativa e Industriale” (AIDI). Come “archivio di archivi”, il progetto vede i due aspetti unitariamente e su di un unico piano di analisi e di sviluppo, nella prospettiva della formazione di un Centro Studi e dell’indicizzazione sistematica della rivista e dei molti materiali, grafici e documentali. 
Il progetto di ricerca dà seguito operativo e si fonda sui lavori dei molti studiosi presenti al convegno internazionale “Camillo Boito moderno”, tenutosi nel dicembre 2014 al Politecnico di Milano e Accademia di Brera, con la curatela scientifica di Sandro Scarrocchia, pubblicato nel 2018. Il convegno ha visto partecipare numerosi docenti e ricercatori, alcuni di questi ora coinvolti nel comitato scientifico di questa ricerca.  
Così ancora oggi, nelle linee guida del progetto New European Bauhaus della Commissione Europea, di cui il Politecnico di Milano è partner, il focus specifico del 
“Progetto Boito architetto archivio digitale” potrà essere specificatamente compreso. D’altra parte pensare a un rilancio della creatività, dell’innovazione e della produzione di qualità è semplicemente impensabile senza la valorizzazione della memoria e delle fonti, quali l’archivio dell’origine della Scuola di Milano di architettura. In particolare è impensabile non tener conto della maggior impresa che l’Italia ha rivolto a quei temi: AIDI, cioè l’organo del Ministero Agricoltura Industria e Commercio e della Commissione Centrale Ministeriale che per venti anni ha costituito la fonte e la voce della formazione artistico-industriale di una rete di scuole e officine capillare ed estesa su tutto il territorio, sulla scia di una tradizione che rimanda alle origini dei Politecnici. 
Il “Progetto Boito architetto archivio digitale” vuole essere un ponte tra l’origine della Scuola di Milano in architettura, l’archeologia dell’industria artistica italiana e i nuovi scenari del New European Bauhaus. 

Mostra Boito architetto archivio digitale 
Tesi della mostra e dell’archivio digitale è di riportare la multiforme attività di Camillo Boito dentro la dimensione culturale del progetto di architettura, come catalizzatore di una galassia che comprende “unità delle arti”, istituzioni formative e civili, soggetti produttivi del “saper fare”. 
Le opere affrontate da Boito (scuole, ospedali, istituti di assistenza, cimiteri, ecc.) sono monumenti alla civiltà urbana. Ma non solo, sono l’accumulo di una industria culturale che prefigurava già allora una industria delle arti. 

Iniziativa coerente con gli obiettivi del #NewEuropeanBauhaus

La mostra è articolata in nove sezioni. 

1.    Atlante. Parete introduttiva–timeline.
Sezione sintetico-visiva di ricostruzione dei frammenti di un orizzonte operativo, organizzato per linee tematiche, indice riflesso della struttura della mostra:
— topografie delle opere;
— genealogie degli allievi e degli architetti ascrivibili alla Scuola di Milano (tra i tanti Broggi, Beltrami, Moretti, Portaluppi, fino a Rogers, Canella, Rossi, Gregotti, Viganò);
—l’universo della Commissione Centrale per l’insegnamento artistico industriale e della sua rivista “Arte Italiana Decorativa e Industriale”;
— gli scritti di Boito e la ripresa degli studi.

2.    Architettura: proiezioni. I disegni di progetto.
L’officina progettuale di Camillo Boito resta ancora un complesso di vicende da studiare. I suoi nove edifici, ancora oggi monumenti ben conservati e riconoscibili, costituiscono una idea di città pubblica, l’inizio di un sistema municipale di attrezzature di servizio, fatto di scuole, musei, residenze di assistenza, ospedali, cimiteri.
Ma il suo archivio disperso richiede ulteriore studio, nel rapporto, per esempio, con le maestranze disponibili nella sua Scuola e nell’Accademia, per comprendere l’origine di architetture attentamente studiate e disegnate, sia nell’articolazione spaziale dei corpi comuni che nel sofisticato apparato materico e decorativo, pensato linea per linea da Boito.
L’archivio dei materiali relativi ai progetti di architettura di Camillo Boito è notoriamente scarso e frammentato presso le istituzioni pubbliche per le quali ha operato.

3.    Architettura: proiezioni. Campagna fotografica attuale delle architetture.
È stata condotta una apposita una campagna fotografica attuale delle opere di architettura realizzate di Camillo Boito a Milano, Gallarate, Padova e Venezia (riprese a cura di Federico Brunetti).
Saranno anche allestite proiezioni fotografiche sferiche immersive.

4.    Architettura: modelli ricostruttivi.
Una serie di modelli ricostruttivi rappresenterà alle varie scale “la città dei servizi” di Camillo Boito, le diverse tipologie, gli apparati decorativi, l’originale concezione spaziale dei corpi scala e degli interni, con:
— modelli ricostruttivi in scala appositamente eseguiti e tematicamente focalizzati;
— modelli di lavoro didattici degli studenti.

5.    Arte industriale: La Commissione centrale e Arte Italiana Decorativa e Industriale.
La rivista “Arte Italiana Decorativa e Industriale” (AIDI) è lo strumento di divulgazione di una didattica e pedagogia istituzionale che ha per focus specifico il mondo della produzione artistica nell’era della rivoluzione industriale.
AIDI si pone al di fuori del paradigma epistemologico enciclopedico e, in quanto rivista, agisce come organo di comunicazione e diffusione sociale della conoscenza progettuale e del saper fare. In ciò anticipa altri e più agguerriti progetti editoriali legati ai movimenti artistici di avanguardia.
La rivista è il più eclatante prodotto della Commissione Centrale per l’insegnamento artistico industriale (1884-1908), organo ministeriale, composto dalle principali autorità in campo artistico e architettonico, che per un quarto di secolo provvede a un riesame complessivo dell’eredità artistica e culturale del paese costruendo una “grammatica dell’ornato italiano”.
Il Politecnico di Torino con il laboratorio del Sistema Bibliotecario ha provveduto alla nuova digitalizzazione e riconoscimento ottico della rivista AIDI nel quadro del programma di valorizzazione dell’archivio/sito del progetto consortile.
L’esposizione fisica (e la sequenza virtuale) dei grandi volumi della rivista “Arte Italiana Decorativa e Industriale” risulta essa stessa eccezionale per la qualità grafica e editoriale in sé, oltre che per una rappresentazione dei principi e le tecniche originarie del concetto stesso di “design” inteso in senso moderno, nella ricerca di un linguaggio comune tra architetto e artiere attraverso l’opera della Commissione:
— i circa 20 volumi della rivista e volumi aperti sulle tavole illustrate;
— schede di lavoro didattico degli studenti su temi e figure trattate nella rivista.

6.    Archivio: libri, pubblicazioni e documenti sulla scuola.
Il patrimonio degli Archivi e biblioteca storica del Politecnico di Milano relativo a Boito viene esposto e consiste in libri, pubblicazioni e documenti relativi alle classi e agli allievi, aperti come in una antologia.

7.    Il viaggio: dal fondo fotografico Boito all’Accademia di Brera.
A partire dalle riproduzioni del prezioso fondo fotografico di Camillo Boito conservato all’Accademia di Brera, viene rappresentata una topografia europea dell’architettura e dei modelli decorativi di Boito, oltre che a un primo forte impulso alla fotografia come documentazione scientifica dell’architettura e delle arti applicate.

8.    Dalla didattica attuale
In mostra vengono presentati lavori didattici degli studenti della Scuola AUIC del Politecnico di Milano, applicati sui due temi principali:
— la realizzazione di modelli ricostruttivi a diverse scale di alcune opere architettoniche di Boito;
— la lettura della rivista AIDI con schede critiche e visive di temi e autori in essa presentati.

9.    Boito digitale: proiezioni. Sezione conclusiva.
La costruzione e la messa in rete dell’archivio digitale e sito web prevede l’organizzazione di molteplici fonti di archivio.
In mostra saranno allestite proiezioni con diversi percorsi di lettura a partire dalla natura dei materiali.
Il sito web si propone per un progressivo ampliamento degli archivi digitali, dall’architettura alle fonti documentali della tradizione artistica e archeologia industriale, agli opifici, scuole e distretti produttivi, fino agli architetti allievi di Boito della cosiddetta Scuola di Milano e per una disseminazione didattica, indicizzazione, metadati e rete degli archivi coinvolti.

 

 

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