Rassegna - 2020

Premio Agnese Ghini 2020

Serena Rosa e Consuelo Montanelli, laureate del prof. Marco Imperadori, hanno vinto il premio per la miglior tesi “Agnese Ghini” con la tesi MULHER.
Collegamento Teams alla presentazione della Tesi - Venerdì 20 Novembre 2020 alle ore 10.30 in diretta streaming su Teams.

MULHER
La tesi riguarda la progettazione in clima equatoriale di edifci destinati alla donna e alla nutrizione infantile. Il progetto principale, Mulher, nasce dall'esperienza diretta della progettazione del piccolo centro nutrizionale Papagaio per la missione di Farim, dove ora, ad avvenuta costruzione, si preparano gli alimenti per i bambini in diffcoltà sfruttando le materie prime locali. Questo progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con numerosi professionisti e missionari, conoscere la realtà della missione a Farim è stato uno spunto ed un ottimo punto di partenza per domandarsi quali fossero le necessità del luogo e quale tipo di edifcio proporre come progetto  di tesi.
Si è approfondita la condizione della donna in Guinea Bissau, e in particolare a Farim, che risulta essere molto instabile. La popolazione femminile si occupa della maggior parte dei  lavori agricoli, è dedita alla vendita dei prodotti da loro coltivati, solitamente per mantenere       la famiglia, commercia la sabbia e la terra che viene raccolta faticosamente ed utilizzata nei lavori di costruzione. Questo commercio avviene ai bordi delle strade in condizioni igieniche molto scarse. Nasce così Mulher, un centro dove le donne hanno a disposizione locali di accoglienza medica, aule e laboratori per incentivare l’alfabetizzazione, mensa, alloggi, spazi per la formazione ai mestieri artigianali e vendita dei prodotti. Il complesso è composto da piccoli edifci separati l'uno dall'altro, uniti da una grande copertura che crea delle corti interne   e garantisce il comfort negli ambienti.
Il progetto si pone anche l'obiettivo di utilizzare materiali locali reperibili in natura, si sceglie quindi una struttura in bambù, tamponamenti in terra cruda e tetto in paglia e foglie secche.   Per le murature viene utilizzata una tecnologia costruttiva tipica del sud America, denominata Bahareque, ormai nota nelle Filippine e che sta prendendo piede anche in Africa. Questa tecnica concilia le prestazioni termiche della terra cruda alla resistenza strutturale del bambù.
La copertura in paglia è sostenuta da un graticcio in bambù che è stato possibile verifcare grazie ad un processo di reverse engineering applicato sul progetto di lan ritchie per Arte Sella. Questo ha permesso di avere dei dati e un'esperienza concreta che ci permettessero di comprendere al meglio il possibile comportamento del graticcio presente nel progetto Mulher.
La copertura è sostenuta da un’orditura secondaria che poggia su travi reticolari in bambù, posizionate in corrispondenza degli edifci, mentre gli sbalzi vengono sorretti da frangisole strutturali che derivano da un’ulteriore esperienza sul campo: il progetto e la costruzione di Padiglione ZERO al Labirinto della Masone.
Ogni legatura tra le canne di bambù è stata pensata in corda di canapa, come le tipiche legature tradizionali orientali, rispettando il più possibile la scelta dell'utilizzo di materiali naturali.
La combinazione di terra e bambù e la complessa geometria dell'edifcio hanno portato a risultati termici e strutturali interessanti, che sono stati valutati nel corso della progettazione architettonica tramite studi e simulazioni.
lnfne la realizzazione di un prototipo in scala 1: 2 di un angolo di parete, reso possibile grazie alla collaborazione con la scuola edile di Lecco, ci ha permesso di andare oltre l’aspetto teorico e comprendere per esperienza diretta sia le complessità realizzative che la costruibilità dell’opera.

Comunicato Premio Agnese Ghini 2020

Il Politecnico partecipa alla riqualificazione di via Quarti a Milano

Articolo completo su PoliMi.it
Un patto di collaborazione tra Comune e cittadini, per una nuova strada verde all’ingresso del Parco delle Cave

Sono stati presentati i primi risultati del progetto di riqualificazione di via Quarti a Milano, a cui ha preso parte anche il Politecnico. Istituzioni, associazioni e cittadini del quartiere si sono incontrati per un momento di condivisione e confronto. Come in altre zone della città, anche in via Quarti la formula vincente è il risultato di un Patto di Collaborazione tra Comune e cittadini. (...)
“Quarti park” nasce dall’incontro tra le associazioni, gli abitanti, il gruppo di ricerca West Road Project del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, e Italia Nostra. Si propone di sperimentare nuovi usi tra il quartiere e il Parco delle cave, a partire da un cambiamento fisico che caratterizza il fondo strada, uno “spazio di tutti” e una nuova porta per il parco. È stato realizzato con il contributo e con il patrocinio del Comune di Milano e del Municipio 7, con il supporto di Italia Nostra (fornitura e posa di specie arboree), Vestre AS (fornitura arredi) e di Shareradio. (...)

West Road Project è una ricerca che nasce tre anni fa e riguarda il settore Ovest di Milano, sezionato al centro dalla radiale storica della Via Novara. L’idea di immaginarla quale asse portante della rete slow è lo stimolo per assegnare al ‘muoversi bene’ il compito rivelare ed attivare spazi di relazione, in particolare a partire dai nodi più difficili dell’"arcipelago periferia"

spiega il professor Andrea Di Franco, responsabile scientifico di West Road Project. (...)

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PREMIO “PIDA” 2020, Premio Internazionale Ischia di Architettura

A Chiara Re Depaolini e Gianluca Crippa, studenti di Ingegneria Edile-Architettura, tesisti del professor Marco Imperadori è stato assegnato il premio Pida per Ischia 2020 per la tesi di laurea “MAIOlica, Light Innovative CFS Architecture, Ricostruzione del quartiere e progetto di una scuola di ceramica al Maio, Casamicciola Terme, con tecnologie innovative CFS a secco in zona sismica” discussa a Luglio 2020.

Tale premio si propone di sostenere il cambiamento nel panorama dell’architettura e del design italiano in favore della rigenerazione edilizia e dell’offerta turistico ricettiva ad essa collegata, con una particolare attenzione per i progetti legati al recupero, alla riqualificazione e alla rinascita delle zone danneggiate dal sisma dell’Agosto2017

TESI
“MAIOlica, Light Innovative CFS Architecture, Ricostruzione del quartiere e progetto di una scuola di ceramica al Maio, Casamicciola Terme, con tecnologie innovative CFS a secco in zona sismica”
AUTORI
Chiara Re Depaolini, Gianluca Crippa

Il terremoto del 21 Agosto 2017 ha privato gli abitanti del Maio, a Casamicciola Terme, delle loro case, botteghe e dei loro punti di riferimento. Percorrendo via D'Aloisio, ancora oggi zona rossa, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato a quella terribile sera d'estate, ma il Maio non è immobile e MAIOlica vuole rispondere proprio a questa richiesta di attenzioni espressa dalle persone del luogo, dando una scossa vitale a Casamicciola, fornendo una via sostenibile, che permetta da un lato di imparare dagli errori costruttivi del passato e dall'altro di riscoprire l'identità del luogo e le tradizioni offuscate dalla spinta turistica degli ultimi decenni. Alla chiusura dell'edificato ed all'impermeabilizzazione del suolo si propone un'alternativa che richiama la natura dell'Isola Verde e favorisce la socialità e l'incontro.
Rinascono così i quartieri residenziali, con il progetto CASA 2.0, che si inserisce nel luogo in maniera rispettosa e richiamando i colori ed i materiali del luogo grazie ai gabion wall in tufo verde. con un focus incentrato sulla PIDA House, una casa d'artista sostenuta dall'associazione locale PIDA, che ha permesso l'approfondimento di altri temi centrali in ambito sismico, come quello della prefabbricazione, della velocità di posa e della risposta all'emergenza, per trovare alternative a quanto fatto in passato.
Tra le nuove residenze si inserisce quello che è il fulcro della tesi, ovvero la scuola di ceramica MAIOlica, che vuole diventare un punto di riferimento per la zona, sostenendo da un lato la storica tradizione delle ceramiche e attraendo dall'altro nuovi flussi verso questo centro ai piedi del monte Epomeo.
L'intero intervento è stato studiato sotto tutti gli aspetti nell'ottica di fornire una possibile visione di ricostruzione sicura dal punto di vista sismico e sostenibile.
E' così che, accanto ai profili in acciaio pressopiegati a freddo, si inseriscono pacchetti tecnologici a secco ad alte prestazioni, caratterizzati da rivestimenti particolari, quali i BiPV in facciata e le coperture verdi: grazie a queste scelte è garantito l'utilizzo di energia pulita ed il basso impatto su un luogo a rischio idrogeologico.
Il fil rouge tra gli interventi sono proprio le maioliche, che caratterizzano i prospetti sia della scuola che delle case, legandole indissolubilmente al MAIO(lica).

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Greta Pavillon

Il risultato premiante è stato aver vinto il bando del Ministero (grazie anche al padiglione Greta) da parte di Farm Cultural Park di cui come Politecnico di Milano (gruppo di ricerca: prof Imperadori ed altri accademici) siamo partner scientifici per la SOU-Scuola di Architettura per bambini.
Il concept che ha spinto la progettazione di questo padiglione è la natura, la sostenibilità, la voglia di far entrare la vegetazione tra le eleganti stradine di Favara. L’edificio collocato nella corte di palazzo Miccichè vuole contrastare il valore artistico classico e la bellezza quasi sublime dell’edificio storico, andando a privilegiare materiali nuovi, innovativi ma soprattutto sostenibili. Prendendo spunto dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg che sta cercando di sensibilizzare il Mondo sulle tematiche ambientali, il padiglione vuole rappresentare la lanterna verde che porta queste tematiche anche nel festival dell’architettura di Favara. La natura farà da padrona affiancandosi alla struttura, completando l’arredo e anche come elemento stesso di design poiché essa rappresenta la migliore architettura al mondo 

Greta Pavillon è un padiglione realizzato attraverso il riuso di due campate della struttura prefabbricata leggera in profili presso-piegati in acciaio del padiglione DTL – Delight The Light, realizzato in Piazza Castello a Milano durante la Milano Design City del 2018. 

La struttura è composta da montanti e traversi con una copertura a capanna: tutte le unioni tra gli elementi sono realizzate a secco attraverso l’uso di piaste, dadi e bulloni. 

In copertura, sulla campata più lunga, pari a 270 cm, sono disposti dei pannelli di policarbonato, tipo “Makrolon Covestro”, anch’essi provenienti dal padiglione DTL, fissati direttamente ai profilati metallici di copertura e giuntati attraverso appositi elementi metallici in grado di garantire l’impermeabilità all’acqua. Sul colmo è stata prevista una scossalina metallica la quale garantirà tenuta all’acqua e ventilazione naturale.  Sulla copertura della campata più corta, pari a 160 cm, è fissata l’opera dell’artista Scarabotttolo, composta da due lamiere metalliche opportunamente intagliate per far emergere attraverso i vuoti il disegno dell’artista. 

The Living Factory, Mumbai - Competition results

The Living Factory è un edificio alto multifunzionale progettato specificamente per Dharavi, il più grande insediamento informale dell'India. Questa particolare area di Mumbai è considerata un luogo di estrema povertà e condizioni insalubri, ma porta con sé anche molte qualità preziose e ospita fiorenti attività che sono fondamentali per il sostentamento complessivo della città. Il nostro progetto ha lo scopo non solo di accogliere queste tipiche mini-industrie locali, ma anche di formalizzarle dal momento che il settore informale è una grande parte e problema dell’economia indiana, fornendo allo stesso tempo tutti gli spazi necessari per lo sviluppo di un futuro sostenibile dell'area e per il miglioramento della vita degli abitanti (partendo da un mercato aperto "haat", spazi per l’istruzione, l’emancipazione femminile, l’agricoltura urbana, uffici, imprenditorialità, spiritualità, fino al turismo e al tempo libero). Tutto ciò è stato ottenuto seguendo una progressiva organizzazione verticale delle attività basata sulla loro pesantezza/leggerezza e sulla loro apertura al pubblico. Pertanto, attraverso il suo programma pragmatico, la torre diventa la voce dei suoi abitanti, un contenitore realistico per le abilità, le competenze e la capacità dei residenti delle baraccopoli di rimanere attivi nella vita socioeconomica in evoluzione della città, al fine di raggiungere un affrancamento civico preservando il loro patrimonio. Non solo il programma dell’edificio è stato ampiamente studiato, ma è stata anche data una considerazione speciale alle particolari condizioni climatiche di Mumbai e alla progettazione della facciata a doppio strato, che promuove la ventilazione naturale e la luce diurna nell'interno utilizzando tre diversi materiali principali nella sequenza di blocchi. Dentro la facciata, tutti gli spazi interni sono stati accuratamente scolpiti e manipolati tagliando e spostando i pavimenti e creando atri, terrazze e rampe inclinate: questo per fornire interessanti spazi architettonici a misura d'uomo e una comoda circolazione verticale senza dover ricorrere agli ascensori per movimentare sia le persone che le merci all'interno dei blocchi programmatici. In definitiva, ci auspichiamo che il nostro progetto possa ispirare una riqualificazione sostenibile per la baraccopoli di Dharavi, insieme a un'azione coordinata di formalizzazione selezionata e miglioramenti puntuali dei tessuti urbani, a differenza di molti degli attuali piani insensibili che minacciano di radere al suolo i mezzi di sostentamento e le culture di circa un milione di persone.

Studenti:

  • Alessandro Azzolini
  • Bahar Chouksey
  • Benart Shala
  • Juan Carlos Medina
  • Made Harris Kuncara
  • María José Montero
  • Pham Hong Ngoc
  • Tanadeth Mahapolsirikun        

Professori:

  • Maria Grazia Folli
  • Corrado Pecora
  • Marco Imperadori
  • Antonio Mannino

Design studio:

  • Architectural Design Studio for Complex Constructions 1

Corso di Studi:

  • MSc Building Architecture (English track)

Competition 1 (Semi-finalists)

  • CTBUH 2020 International Student Tall Building Design Competition
  • Semi-finalists (among the top 30 projects of over 200 submissions)

Link: https://www.ctbuh.org/research/funding-and-competitions/student-design-competition only the first-prize winners are published on their website, so our project will not appear there in the future

Competition 2 (Shortlisted)

  • Skyhive 2020 Skyscraper Challenge
  • Vertical Refuge. Studenti: Yinglei Li, Yifei Mi, Tong Li, Hamza Yaseen
  • Urban Food Factory in Sao Paulo. Studenti: Shkelqim Musiqi, Elvis Karavianskii, Sofia Manferdini, Elio Zeiater Nassar
  • The Living Factory. Studenti: Made Harris Kuncara, Alessandro Azzolini, Hong Ngoc Pham, Benart Shala
  • Correctional Facility a Detroit. Studenti:  Pauline Duléry, Simone Perilli, Sevval Derebey
  • Recovery at Canberra. Studenti: Kristina Perkova, Serra Gokkaya, Mina Javanfardkalyan, Tuba Betul Kara

Link: https://beebreeders.com/architecturecompetitions/skyhive2020 (all the results are published online)

 

*** Note ***

For both competitions, we were asked to register in teams of maximum of 4 or 5 people, so the names that appear in both results were chosen at random by us. However, all the 8 members of the design team actually contributed to the project.

Premio di Laurea “Paride Passerini” anno 2019

18.05.2020. A Roberta Simone e Mirko Borzone, studenti del corso di Building Engineering/Architecture, (prof. Marco Imperadori) è stato aggiudicato il premio di laurea “Paride Passerini” anno 2019 in ex aequo per la migliore tesi di laurea tra quelle che affrontano tematiche connesse a “Soluzioni progettuali, costruttive e produttive di edilizia sostenibile secondo i protocolli parametrici consolidati”.
I parametri di valutazione sono stati i seguenti:

  • l’efficacia di scelte progettuali sostenibili rispetto ad una progettazione tradizionale, in termini prestazionali;
  • l’uso consapevole ed innovativo di materiali e/o di sistemi tecnologici;
  • l’ottimizzazione del sistema edificio impianto;
  • l’incidenza economica delle scelte progettuali volte alla sostenibilità, in termini sia di progettazione, sia di realizzazione, sia di gestione e di dismissione;
  • l’analisi e la comparazione dei protocolli di riferimento e dell’efficacia dei medesimi sulla sostenibilità;
  • lo studio e l’implementazione di schemi di certificazione della sostenibilità sia per edifici che per prodotti;
  • l’analisi e la valutazione degli effetti tecnologici ed economici della certificazione sul mercato, sia in termini di miglioramento dello standard costruttivo sia in termini di diffusione di modelli di sostenibilità nel settore delle costruzioni.


Steel soul. Progettazione di edifici attivi con tecnologia a secco e struttura antisismica in aree terremotate per la ricostruzione del quartiere del Maio a Casamicciola Terme.
Il progetto Steel Soul nasce dalla volontà di restituire il quartiere del Maio, situato a Casamicciola Terme, ai suoi abitanti. Questo, disabitato a seguito del terremoto del 21 Agosto 2017, risulta oggi inaccessibile a causa delle condizioni precarie in cui si trova per i crolli che si sono verificati e l’instabilità degli edifici. Steel Soul vuole essere un prototipo, nel quartiere, per la progettazione antisismica di edifici attivi ad alta efficienza energetica; il progetto è stato sviluppato su tre lotti che si affacciano su via d’Aloisio con l’idea di dare una nuova impronta costruttiva, dal punto di vista strutturale, tecnologico ed energetico, al tessuto edilizio del quartiere. Il progetto inizia con l’analisi dello stato di fatto delle costruzioni attualmente presenti nel quartiere per classificarle in base al livello di danno. A seguito di ciò, si propone di abbattere e riprogettare gli edifici maggiormente danneggiati secondo i criteri sopra descritti. Il progetto è incentrato su tre siti di intervento, C.A.S.A., Re(Ho)use e LaBB, che ospitano degli edifici con funzioni commerciali, residenziali e alberghiere. Lo studio delle soluzioni tecnologiche impiegate nasce dalla partecipazione ad un progetto di ricerca effettuata in collaborazione con l’azienda Irondom, volta alla definizione di soluzioni di involucro da impiegare sulla base della valutazione delle prestazioni tecnologiche ed energetiche, analizzate sia in regime statico che in regime dinamico per mezzo della modellazione ad elementi finiti. L’analisi dell’involucro, realizzata per l’edificio di Avellino, ci ha permesso di comparare diverse soluzioni tecnologiche e individuare quelle che meglio rispondessero alle esigenze progettuali; le stratigrafie così definite sono state poi applicate nel modello di simulazione dinamica effettuata sul complesso C.A.S.A., volta alla classificazione dell’edificio secondo il protocollo Active House. Inoltre, il sistema strutturale impiegato è stato analizzato nel dettaglio, prima dal punto di vista analitico con verifiche sul semplice profilo, e poi numerico, attraverso verifiche sui singoli elementi e sull'intera struttura verificandone anche il comportamento sotto azione sismica. Steel Soul prevede la crasi tra tradizione e innovazione. Da un lato si ha un progetto architettonico che promuove la mimesi delle nuove costruzioni rispetto a quelle esistenti, grazie alla ripresa delle tipologie architettoniche, dei materiali e dei colori del luogo. Dall’altro si propongono i principi del protocollo Active House, valutando i parametri di comfort, energia e ambiente. Per conseguire questo obiettivo, si adottano strategie progettuali basate sul risparmio energetico e l’impiego di materiali che hanno un basso impatto ambientale. Inoltre, il progetto di ricerca Tepore fase II ha permesso l’analisi del funzionamento dei PCM, soluzione tecnologica adottata nei sistemi con struttura a secco che non possiedono molta inerzia termica, ottimali per un clima come quello di Ischia dato che permettono di aggiungere inerzia termica artificiale all’involucro. Steel Soul racchiude diversi temi che si combinano per dar vita al nostro progetto: sperimentazione, ricerca, riutilizzo, resilienza sono gli elementi che propongono la rinascita del quartiere del Maio tenendo conto delle lunghe tradizioni del luogo.

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Tre tesi AUIC premiate in occasione del Premio Italiano Architettura Sostenibile 2020

Nonostante il periodo difficile che ha contraddistinto l'inzio del 2020, i successi dei nostri studenti e laureati emergono: tre tesi di Laurea Magistrale premiate.

Complimenti a Tecla Caroli e Claudio Portogallo per la MEDAGLIA D'ORO per la categoria - Architettura e Tecnologie Sostenibili nell’ambito del Premio Italiano Architettura Sostenibile 2020.

Congratulazioni anche a Arianna Scaioli, Kevin Santus e Stefano Sartorio per la MENZIONE D’ONORE per la categoria - Progettazione Urbana e Paesaggistica Sostenibili.

Congratulazioni anche a Andrea Bonaiti, Pier Paolo Mainetti e Luca Sironi per la MENZIONE D’ONORE per la categoria - Architettura e Tecnologie Sostenibili

  • MEDAGLIA D'ORO per la categoria - Architettura e Tecnologie Sostenibili- Tesi di Laurea Magistrale in Architettura di Tecla Caroli e Claudio Portogallo, discussa  nella sessione di Aprile 2018, relatore prof. Andrea Campioli - progetto: HOME*: Humanitarian and (un)Ordinary Machine for Emergency

    abstract progetto:
    home* è una casa e non solo.
    Come dice il nome, è una casa per l’uomo, che tiene conto dell’emergenza ma che comunque restituisce forza e dignità all’abitare nonostante la situazione limite. È un intervento umanitario (Humanitarian), perché è compito dell’architetto risolvere il problema dell’abitare in qualunque contesto. È una casa ordinaria inserita in un’ambiente straordinario (unOrdinary), che offre di continuo nuove possibilità, tenendo sempre presente le dimensioni spazio e tempo. È una macchina per l’emergenza (Machine for Emergency) perché pensata in ogni suo dettaglio, ogni elemento risponde a diverse esigenze e a diversi scopi, tutto è pensato per essere efficace ed efficiente, dal metodo con cui progettarla, costruirla e viverla, alla sua immagine e percezione. Il risultato raggiunto ha richiesto l’ausilio di uno studio attento del contesto emergenziale ed abitativo, per ottenere un sistema sostenibile a livello ambientale, sociale ed economico che soddisfi le esigenze dell’uomo e del mondo che lo circonda.

    Publications
    HOME*: Humanitarian and (un)Ordinary Machine for Emergency. Una casa in legno per l’emergenza, in “Legno Architettura”, n. 34, January 2019, pp. 92-99. https://www.edicomstore.it/vetrina/legnoarchitettura-34/
    Existenzminimum 2.0. HOME*: Humanitarian and (un)Ordinary Machine for Emergency, in “IoArch”, n. 76, July-August 2018, pp. 28-29. https://issuu.com/redazioneioarch/docs/issuu_ioa76

     
    • MENZIONE D’ONOREper la categoria - Progettazione Urbana e Paesaggistica Sostenibili - Tesi di Laurea Magistrale in Architettura di Arianna Scaioli, Kevin Santus e Stefano Sartorio, discussa  nella sessione di Dicembre 2019, relatore prof. Ilaria Valente - progetto: Cities on the sides - Circular economy design strategies and resilience in the redesign of Porto di Mare

      abstract progetto:
      La tesi affronta la rigenerazione dell’area di Porto di mare, sita a sud di Milano, caratterizzata dalla sua marginalità, criticità e potenzialità al contempo. Il progetto interviene all’interno di un territorio fragile, in cui segni labili coesistono con tracce stratificate e consolidate del territorio. In questa condizione il progetto di architettura può essere concepito come un progetto resiliente, capace non solo di rispondere alle esigenze attuali del luogo e della città, ma di configurarsi come adattivo nel tempo, capace quindi di affrontare cambiamenti climatici, ambientali, economici e sociali che il futuro prospetta. All’interno di questo scenario, si introduce il concetto di economia circolare, strumento di pensiero e approccio, in cui lo sviluppo per fasi del progetto si unisce allo studio del ciclo di vita dell’edificio, in relazione al territorio in cui esso si insedia. La tesi, quindi, mira a definire quali siano i caratteri del margine urbano, per operare nel verso della rigenerazione di un brano di città e individuare strategie operative, esplicate tramite alcuni focus di progetto.

       
    • MENZIONE D’ONOREper la categoria - Architettura e Tecnologie Sostenibili - Tesi di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile Architettura di Andrea Bonaiti, Pier Paolo Mainetti e Luca Sironi, discussa nella sessione di Ottobre 2018, relatore prof. Gabriele Masera; contro-relatori: prof. Marco Muscogiuri, prof. Marco Pesenti, prof. Darko Radović, prof. Giulio Zani - progetto: AGRI+CULTURE / The New City Centre of Casatenovo

      abstract progetto
      :
      AGRI+CULTURE nasce dal bando di riqualificazione per l’area ex Vismara, industria che occupa il centro di Casatenovo (LC), emanato nel 2010 e al quale si sono succedute diverse proposte progettuali, rimaste al momento inattuate. Il sito occupa interamente il centro di Casatenovo e ha influenzato lo sviluppo urbano ed economico del comune brianzolo.
      Lo scopo del presente lavoro è lo sviluppo di un progetto urbanistico di riqualificazione dell’intera area, utilizzando il bando del 2010 come punto di partenza. La seconda parte verte sulla realizzazione di una nuova Biblioteca cittadina, che diventa il nuovo centro
      culturale e fulcro dell’intero progetto. (...) Ogni aspetto della progettazione è stato trattato sistematicamente attraverso analisi di dettaglio e simulazioni tramite Software specifici per ogni ambito. I vari risultati sono poi stati integrati tra di loro, andando a modificare o a trovare soluzioni architettoniche ed ingegneristiche che permettessero di integrare al meglio tra loro i diversi risultati.
    • www.premioarchitettura.it

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