SCUOLA DI
ARCHITETTURA URBANISTICA INGEGNERIA DELLE COSTRUZIONI
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Archilectures - Visiting Professors

I Visiting Professor invitati dalla Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni aprono le loro classi per il ciclo ARCHILECTURES, un programma di quindici incontri dedicati al loro lavoro, al loro pensiero e alla loro ricerca.      

PROGRAMMA A.A. 19/20

I semestre

N.B.: le Archilectures sono tenute in Inglese. Se tenute in Italiano, viene specificato nel titolo dell'Archilecture a cui fa riferimento.

MONICA LUENGO AÑON | 29-11 - H 16:30 AULA 8.0.1

"Management plan": a strategic tool for the Preservation and valorisation of UNESCO sites. I piani di gestione dei siti del Patrimonio Mondiale dell’umanità devono affrontare nuove sfide da quando è stata adottata la Convenzione del patrimonio mondiale nel 1972. La base di tutte le azioni è la conservazione del loro eccezionale valore universale, la loro autenticità e integrità, come stabilito al momento della loro iscrizione. Tuttavia, i nuovi ed estremi cambiamenti (sociali, politici, climatici, ecc.) che il patrimonio culturale deve affrontare oggi, ci guidano verso nuove strategie di conservazione e gestione il cui obiettivo dovrebbe essere quello di gestire tali cambiamenti mantenendo i valori essenziali.
Tutti i siti iscritti devono avere un piano di gestione, come indicato nella Convenzione. Il suo scopo è garantire l'effettiva protezione della proprietà nominata per le generazioni presenti e future e porre l'accento su un approccio integrato, collegando il patrimonio allo sviluppo sostenibile. Ogni sistema di gestione dipende dal tipo, dalle caratteristiche e dai bisogni della proprietà iscritta e dal suo contesto culturale e naturale; alcune di esse si trovano ad affrontare gravi minacce come il turismo di massa.
La gestione dei paesaggi culturali è particolarmente complessa a causa della sua natura in evoluzione e quindi impone una visione olistica in cui la società svolge un ruolo chiave. È necessaria una maggiore partecipazione per raggiungere tali obiettivi multipli: una maggiore complessità richiede progressi nelle pratiche di gestione.

Monica Luengo Añon. Storica dell'arte e architetto paesaggista • Vicepresidente dell'ICOMOS Spagna • Membro onorario ed ex presidente del Comitato Scientifico Internazionale dei Paesaggi Culturali ICOMOS-IFLA • Ex direttore del Master in Beni culturali e naturali: innovazione, ricerca e sviluppo, Università Internazionale dell'Andalusia • Membro dell'Institut Européen de Jardins et Paysages • Membro del Comitato Scientifico della Rete Europea dei Giardini Storici • Il suo campo di competenza è legato alla teoria e alla pratica dei paesaggi culturali e alla ricerca, restauro, conservazione e gestione dei giardini storici . • Ha anche sviluppato lavori relativi alle nomination al Patrimonio Mondiale (processo di valutazione, riunioni di esperti, consulenza, ecc.) • Negli ultimi 15 anni ha anche organizzato seminari, mostre e tenuto conferenze a livello internazionale sui paesaggi culturali • È responsabile di ATP, studio di architettura del paesaggio e ha realizzato progetti per Master Plan e restauro di giardini storici • Le sue pubblicazioni riguardano giardini storici, restauro, gestione, paesaggi culturali, ecc.

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STEFAN VIETHS | 28-11 - H 17:15 AULA III B

Three Museums. La lezione presenta tre musei: il Pergamonmuseum a Berlino, il Kunstpalast a Düsseldorf e il Wallraf-Richartz-Museum a Colonia. Rappresentano tre forme composite dal diverso carattere – un museo archeologico, un palazzo per esposizioni e una galleria di pittura classica – che malgrado le differenze tipologiche  hanno in comune l’obiettivo di costruire un luogo urbano con un’identità specifica e riconoscibile. Sono progetti che, applicando la strategia dell’assemblaggio, mirano a completare la forma urbana – intesa come forma costruita, come complesso insieme di spazi e volumi architettonici. Un ruolo particolare assume in questi progetti il frammento, l’objet trouvé. La contraddittorietà e la discontinuità del contesto morfologico nella città attuale sono concepite non come ostacoli da ignorare o da cancellare ma come risorse. In questa logica, il frammento introduce nel progetto la dimensione della storia, della memoria e della casualità, permettendo così una interpretazione complessa e significativa del luogo e della sua formazione e trasformazione nel tempo.

 

Stefan Vieths. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Braunschweig nel 1989.
Master presso la Syracuse University (New York State) 1991.
Iscrizione all’ordine degli architetti Niedersachsen (Germania) 1992.
1991- 2012 architetto presso lo studio di Oswald Mathias Ungers a Colonia. Co-autore di numerosi progetti e opere costruite. In questa funzione responsabile per la progettazione di diverse realizzazioni, tra le quali gli uffici Basler Versicherung a Colonia, il Kunstpalast a Düsseldorf, il Wallraf-Richartz-Museum a Colonia e la ristrutturazione e l’ampliamento del Pergamonmuseum a Berlino (in corso).
Il lavoro progettuale presso lo studio Ungers ha alimentato un percorso di ricerca teorica che è confluito nelle pubblicazioni, in paricolare “La città dialettica“ (O.M. Ungers, S. Vieths, 1997) e “Forme Composite“ (S. Vieths, 2012).
Visiting professor di Composizione Architettonica presso il Politecnico di Milano dal 2012.
2018 Abilitazione Scientifica Nazionale, II. Fascia (National Scientific Qualification).
Pubblicazioni recenti: “O.M. Ungers: Progetti programmatici“ (2019), “Das grüne Berlin: Città.Giardino.Città” (2018), “Il riassetto della Spreeinsel e il nuovo Pergamonmuseum di Berlino” (2018).

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RICHARD INGERSOLL | 20-11 - H 16:30 AULA 2.0.2 (EX N.0.2)

We don’t need any more buildings. Interi grattacieli, come lo Shard a Londra, sono vuoti. Antichi villaggi nei contesti rurali sono stati abbandonati. Le enclavi industriali sono sfitte. Nel frattempo la popolazione europea è abbastanza stabile. Abbiamo bisogno di continuare a costruire? Milano è circondata da centinaia di migliaia di metri quadri che potrebbero essere trasformati in foresta o riutilizzati per attività sociali. Noi dovremo considerare il costo delle demolizioni per l’ambiente, la natura irrazionale del mercato, l’iniquità nelle politiche di distribuzione sociale, e poi proporre alcuni esempi di come ridurre, riutilizzare e riciclare in una società liberale. Ad ogni modo, ciò non significa, che non dovrebbe più esserci nuova architettura ma che le priorità dovrebbero essere rivolte al Green New Deal. Se le città smettessero di demolire e iniziassero a modificare, contribuirebbero all’abbassamento del 6% del Riscaldamento Globale, portandolo a un livello accettabile. Se rimangono solo 11 anni prima di raggiungere il punto critico di non ritorno nella Crisi Climatica, qual è la direzione responsabile per le municipalità, che si occupano dei permessi, per gli sviluppatori, che prendono in prestito il capitale, e per i progettisti, che immaginano i futuri scenari di vita?

Richard Ingersoll, Ph.D è nato in California e si è formato presso la UC Berkeley. È stato professore di ruolo presso la Rice University nel 1986/87, ha insegnato presso la ETH di Zurigo, l’Universidad de Navarra, Pamplona, e la Syracuse University a Firenze. È stato redattore fondatore del Design Book Review dal 1983 al 1997 e scrive su Domus, Arquitectura Viva, e C3.
I suoi libri più recenti includono Mapping Sprawl. A Critique of Graphic Methods of Urban Analysis in collaborazione Arian Heidari Afshari, 2018, World Architecture. A Cross-cultural History, 2013, Sprawltown. Looking for the city on its edges, 2006.


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ONDREJ CÍSLER | 19-11 - H 17:15 AULA III B

Spazi e Ponti.
La città inizia con il ponte. 
L'architettura è principalmente una questione di creazione dello spazio.
Le nostre città sono accuratamente scolpite nello spazio.
Miriamo a creare atmosfere urbane senza tempo.

La lezione sarà divisa in due parti. Fornirà una panoramica delle opere dei lavori accademici e professionali di Ondrej Císler a Praga.
Una selezione di opere dello studio sarà così utile ad illustrare quello scenario intellettuale che è comune a entrambi i campi.
L'architettura come conoscenza condivisa, senza nessuna preoccupazione verso una modernità pietrificata o verso quella transitorietà delle tendenze della moda.
Un tentativo di creare, di fare poesia e di cercare un significato.


Ondrej Císler
è un architetto libero professionista, che vive a Praga, Repubblica Ceca. Classe 1972, insegna al CTU di Praga.
Le sue opere comprendono fontane, residenze, edifici istituzionali, ponti e spazi pubblici.

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CARLES MURO | 12-11 - H 17:15 AULA III B

Potential Architecture. Il lavoro dell'architetto è condizionato da una serie di fattori che delimitano e demarcano il campo d'azione degli architetti. Questi fattori possono includere la conformità ai codici di costruzione e alle normative urbane, le condizioni del sito (la sua topografia, il suo clima, il suo orientamento), i materiali e le tecnologie disponibili, i costi di costruzione e le scadenze, ecc...
Tutti questi vincoli non sono solo una parte fondamentale dei complessi problemi che gli architetti devono affrontare, ma possono anche essere trasformati in opportunità progettuali. La lezione esaminerà come il riconoscimento e la volontà di lavorare con determinati vincoli abbiano spesso portato a soluzioni inaspettate ed esplorerà il concetto di una ”architettura potenziale” che funzioni con sistemi di vincoli autoimposti, elaborati appositamente per ciascun progetto.
La conferenza propone un percorso attraverso diverse pratiche artistiche - dalla letteratura all'architettura, attraverso la pittura, la fotografia o la musica - al fine di svelare la tesi secondo cui gli architetti possono ottenere una maggiore libertà nel loro lavoro attraverso un'apparente limitazione di quella stessa libertà.
Carles Muro. Barcellona, 1964. Ha studiato architettura all’ ETSABarcelona, dove si è laureate nel 1991.
Ha collaborato con Elías Torres e José A. Martínez Lapeña a Barcellona (1987-1991) e Álvaro Siza a Porto (1992-1993) prima di avviare una sua attività nel 1993. I progetti realizzati includono il mercato pubblico di Inca (Maiorca) e il Centri di assistenza sanitaria a Castellar del Vallès e Tordera, nei pressi di Barcellona. I suoi lavori sono stati ampiamente esposti e pubblicati in tutto il mondo.
È stato Unit Master presso la Architectural Association School of Architecture (Londra, 1996-1998) e direttore del programma di master "Arquitectura: Crítica y Proyecto" presso l'Universitat Politècnica de Catalunya (Barcellona, 1998-2002). È stato Visiting Professor in diverse scuole di architettura in tutto il mondo, e ha anche insegnato presso la ETSABarcelona (1993-2015) e la Harvard University Graduate School of Design (2013-2018). Attualmente è professore associato di architettura al Politecnico di Milano.
È stato membro del comitato editoriale e consultivo di numerosi periodici di architettura oltre ad essere stato co-direttore della serie di libri "Pre-Textos de Arquitectura". Una selezione dei suoi scritti è stata raccolta nel volume Arquitecturas Fugaces (Lampreave, Madrid, 2007). Ha curato diverse mostre e pubblicazioni di architettura e attualmente è curatore dell’Architettura presso il Museo di Arte Contemporanea Serralves a Porto (Portogallo).

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JESÚS DONAIRE | 8-11 - H 16 AULA B.62/3

La casa Mediterranea. Jesús Donaire è architetto, curatore e professore di architettura. Il suo studio è dedicato allo sviluppo di progetti di architettura e di progetti di design di tipo effimero e curatoriale. La lezione introdurrà brevemente il lavoro sviluppato in studio e si concentrerà su quattro progetti di case. Sarà un'occasione per rivedere i valori della casa mediterranea, costruita e diffusa principalmente nel secolo scorso in Italia e Spagna.

Jesús Donaire ha ottenuto il dottorato di ricerca presso la Scuola di Architettura del Politecnico di Madrid nel 2016 ed il titolo di Architetto, nella stessa Università, nel 2000. Dopo la vincita di una borsa di studio Fulbright, ha preso parte ad un Master of Science in Advanced Architectural Design presso la Columbia University di New York, vincendo un premio Honor per eccellenza nel design e un premio William Kinne Fellows. Nel 2014 riceve la sovvenzione UPM Consejo Social e gli viene conferito nel 2015 il  Rome Prize in Architecture dalla Reale Accademi di Spagna a Roma. È professore associato di architettura all'ETSAM dal 2009 e dal 2016 Visiting Professor presso il Politecnico di Milano. Ha anche insegnato alla Nebrija University, alla Boston Suffolk University e al Barnard + Columbia College of Architecture. È stato critico e docente in visita in varie università e istituzioni culturali in Europa, negli Stati Uniti e in Canada ed è membro del Doctoral College del Politecnico di Bari.
Jesús Donaire gestisce il suo studio di architettura con sede a Madrid. Lavora anche come curatore di mostre. Dal 2012 è segretario del BigMat International Architecture Award e dal 2014 direttore del Blog BMIAA, di cultura dell'architettura. Ha collaborato, per quasi un decennio, con architetti di rilievo, come Jesús Aparicio e Alberto Campo Baeza a Madrid e David Chipperfield a Londra. È stato insignito di numerosi premi internazionali, come l'International Interior Design Association Prize, IIDA a Chicago, il COAM Award a Madrid e la Jury and Popular Awards nella prima edizione degli Architizer A + Awards a New York, ed è stato selezionato nei premi Arquia, Enor e Cerámica de Arquitectura.
La rivista T ha recentemente selezionato Jesús Donaire come uno dei 30 studi di architettura più influenti in Spagna.

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ANNEGRET BURG | 7-11 - H 16:30 AULA E/F

BERLIN. THE EVER CHANGING CITY. Berlino è  “condannata a diventare eterna ed a non esserlo mai”. Questa frase tanto citata dell'inizio del ventesimo secolo deriva da un osservatore astuto e critico del moderno sviluppo urbano. Fu il critico d'arte Karl Scheffler a concludere il suo libro "Berlino. Un destino di città" (1910) con questa affermazione fondamentale riguardante la "particolarità unica " di Berlino e la "tragedia della sua esistenza".
Per il futuro, questa considerazione divenne come una profezia. La lezione affronta il cambiamento della struttura urbana e del paesaggio urbano in diversi periodi del ventesimo secolo. Solleva domande sulla perdita e il recupero dell'identità urbana. Ma anche domande sul cambio di paradigma nella pianificazione urbana.

Annegret Burg è Professore in Storia dell’architettura e della città presso la FHP University of Applied Science di Potsdam e li, dal 2011 al 2017, preside della facoltà STADT BAU KULTUR.   Nel 2010/11 è stata Visiting Professor in Composizione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Cesena “Aldo Rossi” (Università di Bologna), e lo è attualmente presso il Politecnico di Milano. Studia Architettura e progettazione urbanistica alla TU di Dortmund (si laurea con Josef Paul Kleihues nel 1983) e al Politecnico di Milano, con Giorgio Grassi (1983–84).  È inoltre dottorata all’ETH di Zurigo con una tesi di ricerca sul Novecento Milanese. Ha inoltre collaborato alla Internationale Bauausstellung Berline ed alla redazione di «Zodiac» a Milano.  Ha lavorato con James Stirling e con Josef Paul Kleihues e, dal 1991, anno di riunificazione della Germania, vive e lavora a Berlino.

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ALEXANDER EISENSCHMIDT | 31-10 - H 12:00 AULA ROGERS

Alexander Eisenschmidt introdurrà il tema del suo recente libro, The Good Metropolis, incentrato sulla tensione produttiva tra la città e la forma architettonica. L'intervento rivaluterà il rapporto tra questi due ambiti in cui l'intrinseca predisposizione dell'architettura verso la forma è spesso accompagnata solo dalla capacità della città di evitarla. Eisenschmidt esplorerà il fascino della città moderna espresso dall'avanguardia architettonica e non solo, rivelando come le forze dell'urbanizzazione siano spesso servite da stimolo per l'immaginazione spaziale dell'architettura.

Alexander Eisenschmidt è architetto, urbanista e teorico. È professore associato all'Università dell'Illinois alla Chicago's School of Architecture e dirige il Visionary Cities Project. Eisenschmidt è autore, tra gli altri, di The Good Metropolis (2019), guest editor di City Catalyst (2012) e caporedattore di Chicagoisms (2013). È stato curatore e il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in sedi come la Biennale di Architettura di Venezia, l'Art Institute of Chicago Museum e la Shenzhen Biennale on Urbanism.


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ANDREAS LICHTBLAU | 24-10 - H 18:30 - AULA III B

Affordable Housing: Housing into question. La lecture fa parte del ciclo di 9 seminari “Affordable Housing: da Vienna a Milano” sulle frontiere dell’edilizia residenziale sociale viennese.
9 progettisti austriaci sono invitati a presentare progetti abitativi di recente realizzazione a Vienna e a discutere il modo in cui vengono coniugate affordability e qualità architettonica, mettendo in evidenza temi e questioni progettuali, dimensioni di innovazione e criticità.

 

Andreas Lichtblau, Univ.-Prof. Dipl.-Ing. Architect. Professore universitario, dal 2011 capo dell'Istituto per l'edilizia abitativa dell'Università di Tecnologia di Graz. Ha studiato architettura presso le Università Tecniche di Vienna e Graz (TU Wien e TU Graz), diploma 1989. 1990-1994 assistente presso la TU Graz, Institute for Building Theory and Housing, 1991 incarico di insegnamento presso la TU Graz.
lichtblau.wagner architekten. Andreas Lichtblau e Susanna Wagner formano una squadra dal 1987. Le case private e le case popolari dominano il loro lavoro. L'elemento principale della loro architettura si evince quando scrivono nel loro sito web: "Partiamo dal presupposto che le planimetrie convenzionali siano messe in discussione come l'immagine di strutture senza stallo", ma esiste un tipo di alloggio "ufficiale" gestito da sviluppatori no profit quando Vienna fu consacrata l'attuale visione progettuale dell'housing.
Per Lichtblau "l'architettura è, principalmente, la condensazione delle idee - nel senso della poesia - quindi l'osservazione e l'analisi di tutti gli aspetti fattuali, emotivi e simbolici che sono discussi o parlati da un proprietario." Il principio base dell'architettura, per Lichtblau e Wgner, è definito dall'approccio, principalmente linguistico, analitico e discorsivo a un argomento, in dialogo con i clienti e all'interno dell'ufficio.

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KEVIN HOM | 21-10 - H 17:30 - AULA EL.0

PURSUIT OF GOOD DESIGN FOR GOOD CAUSES. Il professor Hom discuterà il suo lavoro come preside accademico e come architetto.
Durante la prima parte della sua presentazione, il professore condividerà la ricerca associata a questioni globali multidisciplinari sviluppate durante il suo mandato come preside della Scuola di Tecnologia e Design presso la City University di New York.
Nella seconda parte della presentazione, invece, esplorerà progetti di architettura che disegnati per clienti di interesse pubblico come quelli per l’istruzione superiore, le strutture sportive, le biblioteche e i centri comunitari.

Kevin Hom è il fondatore e presidente di Kevin Hom Architects. E’ alla guida di uno studio di progettazione nazionale con progetti di edifici di tipo educativo in tutto il paese. Sotto la guida di Hom, lo studio ha vinto numerosi premi tra cui il "2008 Firm of the Year" della Society of American Registered Architects/New York Council. Il Prof. Hom è riconosciuto come leader nel progresso del design e di un migliore uso degli spazi presso i principali college e università.
Nel 2017 è stato eletto membro dell'American Institute of Architects.
Nel 2011 la City University di New York ha nominato il Prof. Hom preside della School of Design and Technology del New York City College of Technology (City Tech) della City University di New York (CUNY), il più grande college pubblico di tecnologia nello stato di  New York.
Kevin Hom ha ricevuto sia il suo Master of Architecture sia il suo B.S. in ingegneria presso la Columbia University.
L'esperienza del Prof. Hom si concentra sulla progettazione architettonica, e comprende progetti accademici, biblioteche, istituti di ricerca, edifici per convegni, alberghieri, teatrali e pianificazione territoriale. Ha inoltre avuto l'opportunità di progettare nuovi edifici e ristrutturazioni per numerosi clienti istituzionali ed educativi.
Ha lavorato presso alcune delle aziende di design più rinomate al mondo. In precedenza ha ricoperto il ruolo di direttore principale del design presso Arthur Erickson Architects a Los Angeles, di direttore della progettazione presso Gibbs & Hill a New York e di progettista presso gli studi newyorkesi di I.M. Pei e Marcel Breuer & Associates.
Noto per la progettazione di edifici che combinano risultati di progettazione ed eccellenza nella programmazione, il Prof. Hom è intervenuto in numerose conferenze nazionali e internazionali. Ha anche tenuto lezioni alla Columbia, all'UCLA, a Pratt, alla New York University e al Graduate Center della City University di New York. Nel 2019 sarà Visiting Resident Professor of Architecture and Urban Planning presso il Politecnico di Milano.

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MIKAEL JAKOB | 15-10 - H 17:15 - AULA 2.0.2 (EX N.0.2)

ON STANDARDISATION (IN ARCHITECTURE, DESIGN, LANDSCAPE ARCHITECTURE). L'architettura, l'architettura del paesaggio e l'urbanistica sono oggi caratterizzati da un processo di standardizzazione e banalizzazione, con il risultato che il nostro ambiente costruito sembra sempre più lo stesso. L'uniformità è, ovviamente, sia un valore positivo che negativo, che dipende dal contesto in cui le cose sono assimilate o meno. La conferenza discute le implicazioni e le basi storiche di questa tendenza.

Michael Jakob
insegna storia e teoria del paesaggio all'HEPIA di Ginevra, all'Accademia di Architettura di Mendrisio e al Politecnico di Milano. Professore ospite alla GSD (Harvard), è curatore di mostre internazionali e produttore di film documentari.

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