SCUOLA DI
ARCHITETTURA URBANISTICA INGEGNERIA DELLE COSTRUZIONI
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Archilectures - Visiting Professors

I Visiting Professor invitati dalla Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni aprono le loro classi per il ciclo ARCHILECTURES, un programma di quindici incontri dedicati al loro lavoro, al loro pensiero e alla loro ricerca.      

PROGRAMMA

23 OTTOBRE 2018 - AULA IIID ORE 16:30

3 Spaces for 3 Communities racconterà tre opere realizzate in momenti diversi della carriera di António Carvalho: il primo lavoro, uno risalente al periodo centrale del percorso professionale e il più recente. I tre spazi sono strutture pubbliche, di scala e carattere molto diverso, pensate per comunità e spazi specifici: dei servizi pubblici in un centro storico, un cimitero, una scuola superiore. 

 

António da Silva Ferreira de Carvalho è professore al Politecnico di Milano. Ha studiato alla Scuola di Porto (1982-86) e ha conseguito la laurea alla FAUTL di Lisbona, nel 1988. Ha ottenuto un Ph.D. in Architettura dall’IST di Lisbona nel 2013; la sua tesi ha ricevuto il premio nazionale Prémio Andre Jordan 2014. I suoi principali ambiti di ricerca sono gli ambienti adatti all’età avanzata, l’housing multigenerazionale, lo spazio urbano condiviso e il progetto inclusivo. Il suo libro “Architecture as Space for People” è stato pubblicato nel 2017 da Caleidoscopio, con un’introduzione di Juhani Pallasmaa e una prefazione di Gennaro Postiglione. Da trent’anni guida il suo studio di progettazione António Carvalho Arquitectura e Urbanismo, Lda (www.antoniocarvalho-au.com) a Lisbona, con il quale ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Ha insegnato e tenuto conferenze in Portogallo, Europa e Cina.  

29 OTTOBRE 2018 - AULA B.6.1 ORE 16:30

Informed Architecture A prescindere dal loro contenuto, le nuove tecnologie modificano la nostra percezione e il nostro pensiero. Creano nuove realtà. O, come descrive il teorico dei media canadese Marshall McLuhan, “Noi progettiamo i nostri strumenti e i nostri strumenti in seguito ci plasmano”. Per McLuhan, lo sviluppo delle tecnologie media agisce così come driver di cambiamento sociale. Tale sviluppo ha generato non solo una radicale trasformazione del nostro ambiente, ma anche un nuovo ambito d’azione per gli architetti. Il Digitale sta diventando un catalizzatore per una nuova visione architettonica. In questo contesto, il computer è certamente il mezzo più completo e dinamico che un architetto abbia mai avuto a disposizione per il proprio lavoro. Sfruttare questo potenziale, tuttavia, richiede una profonda comprensione dell’intelligenza artificiale come un’estensione della propria creatività. Gli architetti dovrebbero essere incoraggiati ad agire in questo senso nella nostra società dell’informazione, poiché la capacità di utilizzare i media digitali è la chiave per mantenere la qualità architettonica tra le abilità di un architetto. 

 

Marco Hemmerling è professore di Computational Design in Architecture alla Cologne University of Applied Science e Visiting Professor presso il Politecnico di Milano. Precedentemente, è stato professore alla Detmold School of Architecture and Interior Architecture e direttore del Master post-laurea in Computational Design and Construction alla East Westphalia University of Applied Sciences. Marco ha fondato il proprio studio SPADE – Spatial Design Studio a Colonia dopo diversi anni di esperienza presso rinomati studi di architettura internazionali, come l’olandese UNStudio, dove è stato co-responsabile del progetto per il Mercedes-Benz Museum di Stoccarda. È un membro scelto della Association of German Architects e della German Association of Craftsmen.

7 NOVEMBRE 2018 - AULA S.1.2 ORE 16:30

Berlin. Shaping the Old and the New Metropolis La pianificazione urbana è visibile? L’urbanistica comprende più che la progettazione degli usi del suolo e delle infrastrutture. Va dalle infrastrutture tecniche e sociali alla supervisione delle attività di costruzione, ma ha anche a che fare con la rappresentazione generale del potere politico, per agire in funzione delle strutture sociali in evoluzione e per dare forma alle condizioni della vita pubblica e privata. Scoprire le tracce della pianificazione, proposta o realizzata, nell’ambiente costruito ci aiuta a comprendere le connessioni e le interazioni tra pianificazione e architettura, la relazione tra urbanistica, costruzione e altre attività individuali e spontanee nel tessuto urbano, e in questo modo valutare l’autonomia dell’architettura nel contesto metropolitano. La lezione aperta su Berlino introdurrà la direzione della pianificazione in relazione all’architettura attraverso noti progetti urbani, concorsi di pianificazione influenti e fondamentali teorie urbanistiche.

 

Hartmut F. G. Frank, nato a Kosten/Koscian nel 1942, Professore e Architetto, ha studiato architettura e urbanistica alla TU di Berlino. Ha insegnato all’ETH di Zurigo, alla TU di Berlino, allo IUP di Parigi, all’Universidad de Navarra a Pamplona e in numerose altre università in Europa e America. Vive e lavora ad Amburgo, dove dal 1975 è Professore di Analisi dell’Ambiente Costruito/Teoria dell’Architettura alla HfbK (Hochschule für bildende Künste), e dal 2006 presso la HCU (HafenCity Universität) dovè è dal 2011 Professore emerito. Insegna dal 2014 come professore invitato al Politecnico di Milano. Ha pubblicato numerosi lavori sulla storia dell’architettura e dell’urbanistica del XIX e XX secolo sulle più importanti riviste internazionali, curato mostre e pubblicazioni, promosso e organizzato vari progetti di ricerca su temi legati all’architettura e urbanistica europea. Nel 2013/14 è stato, insieme a Jean-Louis Cohen, curatore della mostra Interférences Architecture Allemagne – France 1800 -2000 a Strasburgo e Francoforte. Attualmente sta lavorando ad una monografia sull’architetto e urbanista Fritz Schumacher e ad una mostra sul designer e architetto Peter Behrens.

8 NOVEMBRE 2018 - AULA IIIC ORE 16:30

URBAN STRUCTURES. BETWEEN COMMON & PRIVATE 

 

Nikos Ktenàs nato nella città di Pireo, Grecia, si è laureato alla Cornell University (Ithaca, NY, USA) dopo studi alla New York University (NY, USA), la Columbia University (NY, USA) e la Cooper Union (NY, USA). Dal 1985 al 1992 insegna nella cattedra di Luigi Snozzi al Politecnico federale di Losanna in Svizzera.  É stato professore invitato presso l’Accademia d’Architettura a Mendrisio, Svizzera, dal 2004 al 2007.  Dal 2010 al 2012 è professore invitato nel programma post-laurea di Progettazione Architettonica presso l'Università della Tessalia - Facoltà d’Architettura a Volos, Grecia, mentre dal 2013 insegna progettazione come resident professor al Politecnico di Milano, Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni a Milano.

Negli ultimi venti anni ha dato lezioni sulla sua opera, condotto seminari, ed è stato critico invitato in diverse facoltà d’architettura in vari atenei Europei.  Ha partecipato a varie mostre d’architettura, tra questi, nel NAI (Istituto Olandese d’Architettura) a Rotterdam, nell’Archivio Cattaneo a Cernobbio - Como, nel Pavillon de l'Arsenal a Parigi, è stato anche partecipante invitato alla settima Biennale d’Architettura a Venezia, ecc. 

Autore di più di ottanta progetti e realizzazioni, ricevitore di numerosi premi e riconoscimenti in concorsi d’architettura nazionali e internazionali e il suo lavoro sono pubblicati estesamente su riviste d’architettura nazionali e internazionali e nella stampa settimanale e giornaliera.  Nel 2008 è stato premiato con un riconoscimento speciale per la sua opera dall’EIA (Istituto Ellenico d’Architettura), mentre è stato due volte candidato per il premio Europeo d’Architettura Mies van der Rohe. Nel settembre del 2017 riceve il massimo premio di Architettura per la sua opera realizzata nel quadriennio 2013 – 2017 dall’Istituto Ellenico di Architettura.

Nel 2006 la rassegna annuale Architettura in Grecia ha dedicato un numero monografico sul suo lavoro e lo stesso anno è pubblicata una dissertazione teorica, Semplice / Complesso, + XM – Iiriti editore. Stabilisce il suo studio d’architettura a Lugano, in Svizzera nel 1987 e ad Atene, nel 1993. Attualmente, vive e lavora in entrambe le città.

9 NOVEMBRE 2018 - AULA B.6.2.3 ORE 16:30

Jesús Donaire Architecture La lezione sarà una raccolta di progetti a scale differenti, dall’effimero al permanente. In tutti, c’è l’idea comune di lavorare con architetture esistenti, e come esse hanno determinato il progetto.

 

Jesús Donaire è un architetto formatosi presso la Scuola di Architettura della Universidad Politécnica de Madrid, dove si è laureato nel 2000 e ha ottenuto un PhD nel 2016. Grazie a una borsa Fulbright, ha ottenuto il Master in Advanced Architectural Design presso la Columbia University di New York, con una menzione d’onore di eccellenza in progettazione e la fellowship William Kinne. Nel 2014 ha ricevuto il premio UPM Consejo Social e nel 2015 il Rome Prize in Architecture dall’Accademia Reale Spagnola di Roma. Dal 2009 è Professore Associato di architettura alla ETSAM, dove è anche Delegato del Direttore per le relazioni internazionali, e Visiting Professor al Politecnico di Milano dal 2016. É stato Professore Associato alla Nebrija University dal 2014 al 2017, Visiting Professor alla Boston Suffolk University e nel 2007-2008 è stato assistente presso The Barnard + Columbia College of Architecture. É stato visiting critic e lecturer presso varie università e istituzioni culturali in Europa, USA e Canada. É stato curatore e progettista di mostre internazionali; è direttore dello studio Jesús Donaire Architecture + Communication Office (www.jesusdonaire.com), a Madrid, e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. 

14 NOVEMBRE 2018 - AULA D.0.3 ORE 16:30

Think Like A Forest. A Manifesto For Biomimetic Urbanism La popolazione urbana mondiale continua a crescere oltre il 50% e gli effetti del cambiamento climatico diventano progressivamente sempre più gravi: in questo contesto, la pianificazione urbana deve essere riconosciuta come la chiave. L’impatto ambientale dello sprawl, il tipo di sviluppo urbano che ha preso il controllo delle città, sta letteralmente strangolando il pianeta. Sia che le persone vivano nei ricchi sobborghi o nelle baraccopoli, contraddicono invariabilmente gli stili di vita sostenibili attraverso gli schemi di mobilità, gestione dei rifiuti, consumo di energia e trattamento del suolo. “Pensare come una foresta” richiede un’alternativa al concetto di sviluppo urbano stabilito, sulla premessa che ogni azione in ambito urbano fa parte di un’economia circolare, analoga all’ecologia di una foresta. 


Richard Joseph Ingersoll, nato in California nel 1949, ha conseguito un dottorato in storia dell’architettura presso la UC Berkeley, ed è stato professore di ruolo alla Rice University (Hudson) dal 1986 al 1987. Attualmente insegna alla Syracuse University di Firenze e al Politecnico di Milano. Dal 1983 al 1997 è stato redattore esecutivo per Design Book Review. Le sue pubblicazioni recenti includono: Mapping Sprawl (2018, con Arian Heidari Afshari), World Architecture. A Cross-Cultural History, (2013/2018); Sprawltown, Looking for the City on its Edge, (2006); World Architecture, 1900-2000. A Critical Mosaic, Volume I: North America, USA and Canada, (2000). Cura regolarmente esposizioni di progettazione al Museo Nivola (Orani), e nel 2015 ha realizzato due installazioni sull’agricoltura urbana per la mostra Food, dal Cucchiaio al Mondo al museo MAXXI di Roma.  

16 NOVEMBRE 2018 - AULA AUDITORIUM, Via Pascoli, 53 ORE 16:30

Projeto desconfinado. Unconfined project. La disciplina dell'architettura nel corso dei secoli, pur essendo cambiata enormemente, non ha mai perso un determinato nucleo disciplinare: il progetto. “Sconfinato” è una forma di navigazione nella disciplina contemporanea dell’architettura senza rimanere incastrati nelle trappole della specializzazione e della complessità accademica del sapere interdisciplinare. Il “progetto sconfinato” è uno strumento fine a sé stesso che trasforma la percezione della realtà attraverso la lente dell’architettura.

 

Pedro Campos Costa ha studiato architettura alla FAUP di Porto, laureandosi nel 1996. È stato curatore della partecipazione portoghese alla XIV Biennale di Architettura di Venezia, presentando il progetto “Homeland. News from Portugal” nel 2014. Pedro ha insegnato e condotto interventi e conferenze in diverse scuole di architettura in tutto il mondo, ed è stato anche editor in diverse riviste di architettura in Portogallo e in Italia. È fondatore e managing partner dello studio Campos Costa Architects dal 2007, vincitore del premio FAD nel 2015 e dell’“Universities Award” della Triennale di Lisbona, tra gli altri. È autore di progetti quali l’estensione dell’Acquario di Lisbona, dell’Ozadi Tavira Hotel, del Consolato Portoghese a Rio de Janeiro.

Pensa, parla e fai. Ricerca, insegnamento e costruzione come le tre gambe del tavolo a cui mi appoggio e che danno stabilità ai miei dubbi e pensieri. Nota bene: nella vita, come in architettura, uno può trascorrere il proprio tempo gridando o in silenzio. 

 

Héctor Fernández Elorza è un architetto diplomato nel 1998 all’ETSAM di Madrid, dove ha ottenuto un PhD con la tesi “Asplund vs. Lewerentz”, premiata con il “Premio extraordinario de la UPM”. È docente di Progetto di Architettura alla ETSAM dal 2001. È stato visiting professor e docente in diverse scuole di architettura in tutto il mondo, e come architetto professionista ha progettato e costruito diverse opere, ottenendo premi e riconoscimenti internazionali. Tra gli altri: l’Auditorium e il Centro di Documentazione per l’Architettura Contemporanea di Madrid, premiato con il primo premio al AR+D prize della British Architecture Association, RIBA; il Laboratorio Chimico e la Facoltà di Genetica dell’Università di Alcalà, vincitore del primo premio all’ATEG-PRIZE 2010; il Venecia Park e le Twin Squares di Zaragoza, progetto finalista ai Garcia Mercadal Prizes del 2012. Al momento sta sviluppando Casa Mahou, il rinnovamento del Palazzo del Duca dell’Infantado per la compagnia Mahou-San Miguel a Madrid. È stato coordinatore di progetti di ricerca internazionali e curatore di congressi e mostre; nel 2000 e nel 2012 ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia. 

23 NOVEMBRE 2018 - AULA S.1.9 ORE 16:30

Quattro progetti per una costruzione teorica. Nel corso della produzione di un lavoro, alcuni progetti permettono di porre domande teoriche e servono a guidarne le evoluzioni. Attraverso vari temi coperti dallo studio di architettura Rotbart & Salomon, la presentazione tenterà di evidenziare questi momenti privilegiati dove il senso del lavoro trova nuove direzioni e contribuisce a creare una scrittura sempre metamorfica.

Laurent Salomon  è un architetto laureato nel 1979; nel 1983 ha creato "Architectes Associés", un gruppo di architetti che lavora principalmente nella ristrutturazione delle periferie urbane. Nel 1988 ha fondato il proprio Studio, lavorando alla riqualificazione di quartieri svantaggiati con numerosi progetti, ampiamente pubblicati. Dal 1995, la sua attività si è sviluppata in Corea, Cina e Germania; è stato anche Architecte Conseil de l’État in Francia dal 1995 al 1999. Ha insegnato al ENSA di Parigi-Belleville dal 1982 al 2014, e attualmente sta perseguendo questa attività presso la ENSA Normandie. Al momento, è invitato come visiting professor al Politecnico di Milano. È stato presidente della Société Française des Architectes dal 1992 al 1996 e dal 2004 al 2008; oggi è Presidente Onorario. Associato dal 2000 a Judith Rotbart, sono insieme autori di diversi articoli, hanno tenuto numerose conferenze in Francia, Germania, Cina, Colombia, Corea, Ecuador, Messico, Italia, Giappone, Perù, partecipando a diversi eventi culturali internazionali, tra cui la Biennale di Architettura di Venezia nel 1996, la Biennale di Architettura di Quito nel 2003, Limapolis 2021 nel 2012 e la Shanghai Architecture Biennale nel 2015.

27 NOVEMBRE 2018 - AULA B.4.3 ORE 16:30

Berlino si è trovata in questi anni al centro di un ampio processo di trasformazione urbana: con la caduta del muro, la fine della separazione tra le due Germanie e il ritorno al ruolo di città capitale, all’inizio degli anni ’90 vengono formulati, per così dire da un giorno all’altro, nuovi obiettivi programmatici che modificano profondamente il carattere e la struttura della città. In primo luogo, la ricostruzione della Großstadt Berlin, e principalmente, il collegamento tra quei frammenti di città che, all’est come all’ovest, per circa trenta anni si sono sviluppati lontani l’uno dall’altro. La lezione presenta tre progetti per punti strategici nella struttura della nuova Berlino – la Spreeinsel, il Humboldthafen e il Potsdamer Platz – che sono basati su un modo di intendere la città come città dialettica, cioè non come un’entità unitaria e regolare ma come un insieme complesso e discontinuo, composto da elementi complementari. Applicando strategie come l’assemblaggio e la stratificazione mirano alla costruzione del luogo urbano, un luogo con un’identità concreta e specifica, capace di ritrovare la continuità della città nello spazio e nel tempo. 

 

Stefan Vieths (Amburgo 1963), architetto, è co-autore di numerosi progetti e opere costruite presso lo studio di Oswald Mathias Ungers, tra le quali il Kunstpalast a Düsseldorf, il Wallraf-Richartz-Museum a Colonia e la ristrutturazione e l’ampliamento del Pergamonmuseum a Berlino. Il lavoro progettuale presso lo studio Ungers ha alimentato un percorso di ricerca teorica che è confluito nelle pubblicazioni, in particolare “La città dialettica“ (O.M. Ungers, S. Vieths, 1997) e “Forme Composite“ (S. Vieths, 2012). Dal 2012 è Visiting Professor in Composizione Architettonica e Urbana presso il Politecnico di Milano. 

30 NOVEMBRE 2018 - AULA IIIA ORE 16:30

Four Village Tales from China 


Kai Wang è uno storico dell'architettura la cui ricerca si focalizza sulle intersezioni tra storia dell'architettura, teoria e progetto. Ha conseguito il dottorato in Storia e Teoria dell'Architettura alla Tongji University di Shanghai nel 2010, con una tesi intitolata “The Emergence of Modern Chinese Architectural Discourse (1870-1937)”; presso lo stesso ateneo, oggi insegna Storia e Teoria dell’architettura occidentale, critica dell’architettura e progettazione architettonica. I suoi recenti interessi si concentrano sulla storia e la teoria della prima architettura moderna in Cina e in Europa, nonché sull'evoluzione storica del discorso architettonico. Attualmente sta conducendo una ricerca sulla storia dell'architettura cinese nel XX secolo, dove utilizza metodologie storiche concettuali e studi storici quantitativi. Dal 2018 è visiting professor presso il Politecnico di Milano, dove insegna “Storia dei sistemi costruttivi” e “Nuove direzioni dell’architettura contemporanea in Cina, tra tradizioni culturali e innovazioni tecnologiche”.

4 DICEMBRE 2018 - AULA IIIC ORE 16:30

Giuseppe Pagano. Architecture as a Force for Social Change. Giuseppe Pagano non era solo un architetto, era un combattente. Ha combattuto per l’Italia nella Prima Guerra Mondiale, ha lottato per cambiare la società con l’architettura moderna, ha lottato per cambiare le persone con idee moderne e ha combattuto il regime fascista nella Resistenza. 


Flavia Marcello
è professoressa associata e storica dell’architettura alla Swinburne University of Technology di Melbourne. È un’esperta riconosciuta di architettura e pianificazione urbana del periodo fascista italiano e ha appena concluso un libro su Giuseppe Pagano. Insegna nell’area della progettazione, storia e teoria con un focus particolare sulle interrelazioni tra arte e architettura.

11 DICEMBRE 2018 - AULA 5.03 ORE 16:30

From Faux Mountains to the Technological Origins of Landscape. La conferenza presenterà due progetti di ricerca recenti legati all’attività didattica di Michael Jakob presso il Politecnico di Milano: Faux Mountains, che è la nostra fascinazione per le montagne sia come forma che come spettacolo sublime, e le origini tecnologiche del paesaggio, inteso allo stesso tempo come rappresentazione e l’esperienza del paesaggio.

 

Michael Jakob insegna Storia e Teoria del paesaggio presso l’hepia di Ginevra, e Estetica del design all’HEAD di Ginevra. È visiting professor al Politecnico di Milano, all’Accademia di Architettura di Mendrisio e alla Graduate School of Design (Harvard). Le sue attività di insegnamento e di ricerca si concentrano sulla teoria del paesaggio, l’estetica, la storia della vertigine, le teorie contemporanee sulla percezione e le poetiche dell’architettura. 

14 DICEMBRE 2018 - AULA AUDITORIUM, Via Pascoli, 53 - ORE 16:30

  • Boštjan Vuga, Planting Publicness

Crediamo ancora alla forza catalitica di un singolo oggetto architettonico? Possiamo ancora convincerci che un oggetto d’architettura possa cambiare il modo in cui percepiamo il mondo e conseguentemente il modo in cui vi agiamo, il nostro comportamento, le nostre interazioni sociali? Come possiamo approcciare il progetto architettonico di tale oggetto non solo per soddisfare i requisiti circostanziali, programmatici e funzionali ma anche per aggiungere valore al contesto immediatamente circostante? Cosa significa aggiungere valore? Il valore aggiunto di un oggetto architettonico è il suo spazio pubblico o l’integrazione di uno spazio pubblico nel suo spazio fisico. Il carattere pubblico di un oggetto architettonico definisce il potere catalitico di un oggetto di produrre un impatto sul suo contesto fisico e sociale.

Boštjan Vuga ha studiato alla Facoltà di Architettura di Lubiana e alla AA School of Architecture di Londra. Nel 1996 ha fondato lo studio di architettura SADAR+VUGA con Jurij Sadar. Ha insegnato al Berlage Institute di Rotterdam, l’IAAC di Barcellona, la Facoltà di Architettura di Lubiana, la TU Berlin, l’MSA Muester, la Technischen Universitat Graz, il Politecnico di Milano, la Confluence School of Architecture di Lione. È professore associato di architettura alla Facoltà di Architettura di Lubiana. È stato visiting critic alla AA di Londra, al Bauhaus Kolleg di Dessau, all’ETH di Zurigo, alla Leopold-Franzens-Univeristat di Innsbruck, all’EIA Ecole D’ingenieurs et d’architectes di Friburgo, all’Academy of Visual Arts di Vienna, tra gli altri. Partecipa e tiene regolarmente corsi, conferenze e simposi in scuole d’architettura in Slovenia e all’estero. È autore di diversi articoli relativi a questioni contemporanee d’architettura e pianificazione urbana, e ha curato diverse pubblicazioni, tra cui la pubblicazione del 2007 su Plečnik di AB Architectural Bulletin e alcune serie di pubblicazioni della TU Berlin. Ha partecipato alla XIV Biennale di Architettura come co-curatore del Padiglione del Montenegro. Dal 2014 è presidente del consiglio del MAO Museum of Architecture and Design of Slovenia.

  • Silja Tillner, Sites In-Between. New Interventions & Revitalization of the Existing in Vienna, Cairo and Guangzhou

La pianificazione urbana, il progetto urbano e l’architettura sono strettamente interconnessi e si influenzano a vicenda. I Sites In-Between sono spazi urbani rimasti dopo la pianificazione del 20esimo secolo, basata su schemi stradali per il trasporto individuale. Oggi, la trasformazione della mobilità ha ridotto lo spazio necessario alle strade e consente il riutilizzo creativo di questi spazi che sono spesso in posizioni centrali, ma abbandonati e di forme non convenzionali. Progetti di rivitalizzazione urbana in Austria, ma anche in Egitto e Cina hanno condotto alla scoperta di questi luoghi come potenziale per la creazione di spazi pubblici ed edifici di cui si avverte urgente necessità nei contesti interessati. I progetti Vienna Terrace, Skyline, Messekarree a Vienna, River Nile e Opera Square nel centro del Cairo, Pearl River a Guangzhou illustrano il potenziale per il riuso creativo dei Sites In-Between per nuovi spazi ed edifici innovativi in una metropoli europea e nelle megacittà asiatiche e africane in rapida crescita.

 

Silja Tillner è architetto e urban designer, attiva in entrambi i campi contemporaneamente, su progetti di pianificazione a grande scala così come su architetture attentamente elaborate su misura. È stata responsabile della rivitalizzazione di centri storici in tutto il mondo, interventi attenti nel tessuto urbano esistente e della progettazione di nuovi edifici. Ha preso parte a diversi comitati consultivi prestigiosi di pianificazione e progettazione: dal 2002 al 2010 è stata membro del consiglio di amministrazione dell’IBA Stadtumbau (Riqualificazione urbana), a Sachsen-Anhalt, Germania. Dal 2008 al 2011 è stata membro del consiglio consultivo della città di Vienna per la riqualificazione urbana e il progetto d’architettura. Dal 2013 al 2017 ha preso parte al consiglio per riqualificazione e progetto urbano e architettonico del nuovo piano di sviluppo “Seestadt Aspern” di Vienna. Dal 2014, è membro dell’Housing Board della città di Vienna. Silja Tillner e Alfred Willinger dirigono lo studio Tillner & Willinger Architects di Vienna, specializzato in urban design, progetto residenziale, edifici per uffici e la riqualificazione di edifici storici. Lo studio è conosciuto per la progettazione sostenibile, rispettosa delle questioni ambientali ed ecologiche, e per l’approccio sistemico e integrato nel ciclo di vita di un progetto: urban design, concept d’uso, progetti architettonici e di dettaglio. Lo studio ha realizzato tutti i propri progetti in seguito alla vittoria di concorsi e ha ricevuto diversi premi (per esempio, il Bauhaus Award for exceptional achievement o il „ar+d“(architecture+design) award, il LEAF Award (Leading European Architects Forum) nella categoria rivitalizzazione urbana e la Gold Medal alla Bienal Miami+Beach.

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