SCUOLA DI
ARCHITETTURA URBANISTICA INGEGNERIA DELLE COSTRUZIONI

2018

Studenti di Urban Ethnografy - Prof. Bricocoli a BookCity Milano 2018

"Il giro di Milano in 90|91 minuti "/ ATM e BookCity con DAStU & Scuola AUIC Politecnico di Milano, Letteratura Rinnovabile e storytel / Corso di Urban Etnography: Paola Briata, Massimo Bricocoli, Martina Bovo, MSc in Urban Planning and Policy Design.

In occasione di BookCity, il 17 e 18 Novembre 2018, il Filobus Viberti realizzerà 7 corse straordinarie, lungo la tratta della linea 90|91. Saranno presentate le esplorazioni sul campo di un gruppo di studenti del Politecnico di Milano alle prese con il ruolo giocato degli spazi pubblici nel supportare la coesistenza di una molteplicità di estranei nella città attraverso la continua negoziazione della diversità e della differenza. L'esplorazione etnografica ha messo sotto osservazione uno spazio pubblico “compresso”, ovvero il filobus 90/91 a Milano, un luogo straordinario per osservare i rapidi processi di cambiamento sociale e demografico che sempre più fanno di Milano una cosmopolis.

Video "Il giro di Milano in 90|91 minuti"

Torna su

Premio di Laurea Agnese Ghini - 2^ edizione: Primo Premio a due laureati del prof. Marco Imperadori

Premio di Laurea “Agnese Ghini” istituito dall’Università di Parma, in collaborazione con la Famiglia Ghini, per valorizzare i migliori laureati che hanno trattato all’interno della loro tesi di laurea il tema dell’innovazione tecnologica costruttiva di processo/prodotto/linguaggio, con particolare riferimento ad aspetti innovativi declinati sul comportamento bioclimatico del costruito.
Gli studenti del Politecnico di Milano - Polo Territoriale di Lecco, Salvatore Nastasi e Silvia Spallina sono stati premiati con il primo premio per il progetto “HuT home, Human and Temperatures - Architettura sostenibile per edifici ad alta efficienza energetica in climi estremi” (relatore Prof. Marco Imperadori). La tesi è stata particolarmente apprezzata dalla commissione per la capacità di coniugare tradizione e innovazione in una ricerca ricca di suggestioni tecnologico-ambientali e di tradurre
l’evidente vocazione cosmopolita in attributi espressivi correttamente equilibrati.
La tesi è stata presentata in occasione della cerimonia di conferimento del premio, alla presenza della famiglia Ghini, presso l’auditorium del Centro Sant’Elisabetta - Campus Scienze e Tecnologie dell’Università degli studi di Parma.

http://www.prointec.it/2018/10/13/premio-di-laurea-agnese-ghini/

Torna su

Kodama

Arte Sella e il mondo dell’Architettura e del Design, invitano alcuni protagonisti internazionali a confrontarsi con la splendida Natura della Val Sella.

La consulenza scientifica nella scelta degli autori e la supervisione tecnica dei progetti sperimentali e delle varie opere sono state affidate al prof. Marco Imperadori, Docente di Progettazione e Innovazione Tecnologica del Politecnico di Milano. 

Il dialogo tra Arte Sella e l’architettura è iniziato nel 2017 con la presenza dell’architetto giapponese Atsushi Kitagawara, autore del Padiglione Giappone di Expo 2015, che ha presentato il suo Forest Byoubu presso l’Area di Malga Costa.

Kodama, che in lingua giapponese significa “lo spirito dell’albero”, è idealmente una sorta di “sfera”, definita da un unico elemento in larice massello locale, che si incastra come un rompicapo giapponese, come un grande gioco per bambini. Kodama è sviluppata in sinergia tra il Kengo Kuma Lab della Tokyo University, il Politecnico di Milano e d3wood per gli aspetti di modellazione digitale, prototipazione e test, e con Ri-Legno per gli aspetti di ottimizzazione costruttiva e taglio automatico CNC, Questa “natura geometrizzata” rispecchia pienamente la teoria della “particellizzazione” tanto cara a Kuma che scompone le proprie sagome complesse in unità costitutive.

Torna su

Menzione d’onore per la categoria Riconversione e Restauro a Giulio Barazzetta e SBG Architetti

VI edizione del Premio Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana

Menzione d’onore per la categoria Riconversione e Restauro a Giulio Barazzetta e SBG Architetti per progetto, direzione lavori e direzione artistica del Restauro della Chiesa di Nostra Signora della Misericordia, Baranzate, Milano, 2006-2015. 

Proiezione film "La Chiesa di Vetro"

Torna su

TRE STUDENTI DEL POLITECNICO DI MILANO PRIMI NEL CONCORSO MILITARY MUSEUM

FANNO PARTE DEL TEAM ZDA CHE HA VINTO IL CONCORSO PER IDEE PER LA BATTERIA MILITARE CAPO D’ORSO A PALAU

Il team ZDA | Zupelli Design Architettura ha vinto il primo premio del concorso per idee Military Museum, organizzato da YAC – Young Architects Competitions, in collaborazione con l’Agenzia del Demanio. Tra i cinque componenti del gruppo di lavoro, tre studenti del Politecnico di Milano: Matteo Leverone, Silvio Lussana e Simone Marzorati frequentano infatti il corso di laurea magistrale in inglese in Architecture - Built Environment Interiors.

Protagonista del contest è la batteria militare di Capo d’Orso, a Palau. Scolpita nel granito di una costa monumentale, qui la memoria assume una dimensione fisica, quasi tangibile, e il ricordo del passato ci ammanta di straordinario realismo ed intensa attualità. Architetture dimenticate, sopravvissute al proprio scopo, retaggio di tempi di guerra.

Military Museum nasce per trasformare questo luogo in un museo della storia militare, della marina e della navigazione, un luogo in cui il racconto delle vicende che hanno interessato questo fazzoletto di mare possa dare origine ad uno dei musei più affascinanti del Mediterraneo, trasformando le architetture della guerra in nuove strutture a vocazione turistica e culturale, armonizzando un passato di conflitto con un’attualità di svago ed evasione.

Il progetto vincitore si delinea come un racconto, fatto di sequenze narrative che riassumono e sintetizzano i diversi aspetti dell’esperienza museale in un susseguirsi di spazi e operazioni progettuali che lavorano alla definizione di un ambiente quasi sacrale, in cui l’atmosfera raccolta e meditativa del memoriale si fonde con quella più didattica ed educativa dell’ambiente museale.

Secondo la logica dell’innesto, sono state create delle nuove volumetrie poste in adiacenza o in sopraelevazione alle strutture esistenti, attraverso un approccio non invasivo di riutilizzo e rifunzionalizzazione del contesto attuale.

L’incontro-scontro tra la rigidità delle geometrie del progetto e la ruralità delle strutture esistenti, definisce un percorso narrativo che si traduce, fin dall’ingresso, in un’esperienza sensoriale in grado di rievocare emozioni e percezioni, retaggio di un tempo lontano.

L’idea del percorso quale elemento conoscitivo del sito si materializza nella scelta della lastra in ottone quale materiale caratterizzante e riconoscibile, in netto contrasto con la natura selvatica e l’aspetto rurale del luogo. Una linea continua, perfetta e regolare che delinea, con modalità diverse, l’intero sito: nella struttura adibita a ristorante la lamiera definisce un volume a sé stante celato all’esterno dall’involucro esistente dal quale si stacca una passerella completamente sospesa nel vuoto che lavora su più livelli; nella zona del museo e del memoriale, la continuità viene stabilità mediante due passerelle sopraelevate, culminanti in sbalzi panoramici, che corrono all’interno dell’ambiente costeggiando le antiche celle del bastione, la cui caratteristica conformazione a volta è stata talora enfatizzata dal rivestimento in lamiera in ottone.

Il percorso all’interno del sito si esaurisce nei terrazzamenti sovrastanti. Qui la ridefinizione dello spazio esterno passa attraverso l’attenta collocazione di gradinate e setti murari che creano e delimitano delle zone flessibili e riconfigurabili in grado di adattarsi alle diverse esigenze del museo, delineando delle zone di sosta, belvedere panoramici e spazi espositivi. I setti murari, grazie alla loro caratteristica configurazione, diventano metafora della condizione di attesa delle sentinelle che aspettavano il nemico nascondendosi dietro ad un riparo, guardando il mare da piccole fessure, completando così il percorso di sorpresa e apprendimento cominciato all’ingresso.

Torna su

Canottaggio. Successo Politecnico.

Lettera del presidente federale Giuseppe Abbagnale, relativa ai risultati con medaglia conseguiti dalla studentessa PoliMi Veronica Calabrese ai mondiali universitari di Shanghai.

Veronica è una delle atlete di punta del nostro programma Dual Career. I suoi successi si aggiungono a quelli conseguiti da Giulia Ghiretti (oro, argento e bronzo) agli europei di Nuoto Paralimpico. 

Torna su

pdf Abbagnale_PoliMilano.pdf Lettera del presidente federale Giuseppe Abbagnale

SOLAR DECATHLON CHINA

Il Politecnico di Milano con la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni partecipa nel 2018 al “Solar Decathlon China” che si svolge nella città di Dezhou, in collaborazione con la Jiaotong University di Xi’an e con la Western New England University di Springfield.

E’ stato progettato e realizzato un edificio per una famiglia allargata cinese comprendente i genitori, i figli e i nonni.

Alcuni studenti iscritti all’ultimo anno della Laurea Magistrale della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano hanno sviluppato il progetto architettonico sotto la guida del loro professore.

La competizione si è svolta in Agosto 2018.

 

TEAM

Xi’an Jiaotong University
Western New England University
Politecnico di Milano – Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni

 

STUDENTI (Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni)
Gianluca Bonardi
Francesca Petrò
Marica Torresani
Arianna Travaglini
Matteo Vincenti
Federico Velludo

 

PROFESSORE
Pierluigi Salvadeo

Torna su

Articolo su Corriere Milano (8-08-2018) - Ricerca Farb / didattica innovativa - gruppo di lavoro con Andrea Di Franco

Articolo dell'8 Agosto 2018 su Corriere Milano riguardante il lavoro di Andrea Di Franco e del suo gruppo di ricerca, che comprende Ricerca Farb / didattica innovativa, relativo alla realizzazione a Bollate.

Torna su

1° Premio per miglior paper all'AESOP 2018 - Gothenburg, Svezia

Massimo Bricocoli, Paola Briata e Martina Bovo, dipartimento DaStU - PoliMi, si sono aggiugicati a Gothenburg (Svezia) il primo premio per migliore paper 2018 all' AESOP BEST CONGRESS PAPER AWARD 

  

Association of European Schools of Planning,  2018: 

"Briata P., Bricocoli M., Bovo M. (DAStU, Politecnico di Milano)

"Diversity on board: The 90/91 trolley-bus in Milan as a cosmopolitan canopy"


The paper draws on a research and teaching project carried out with an international class of students in Urban Ethnography in the MSC in Urban Planning and Policy Design at Politecnico di Milano (Italy). In particular, a main aim of the project was exploring the role played by public spaces in supporting the coexistence of a multitude of strangers in the city through the continuous negotiation of difference. Qualitative studies of everyday mobility infrastructure represent a powerful lens to investigate how riders are exposed to diverse groups of other people in a particularly “compressed” space such as the one of public transport.

Everyday practices on the 90-91 trolley-bus circle-line in Milan have been analysed. The bus is the only one offering a 24/24 hours service, and its route outlines a symbolic and material boundary between the most central and the most peripheral areas of Milan. Despite stigmatisation, the 90/91 is intensively used by a wide range of citizens: immigrants and natives, poor and not poor.

Direct participant observation was carried out, considering some research questions such as: how is this space lived by its very diverse users in the different times of the day/ night? How does everyday negotiation of difference occur? How investigating the everyday experience of mobility may be helpful for research on planning processes?

The main argument of the paper is that this bus may be considered as a ‘cosmopolitan canopy’ where ‘the display of public acceptance by all of all is especially intense’ (Anderson, 2011)."

Torna su

19 progetti del Politecnico di Milano partecipano alla 25^ edizione del Premio ADI Compasso d'Oro. Cerimonia di premiazione - 20 Giugno 2018.

Tra i progetti partecipanti:

CAMPUS – INCUBAZIONE E MESSA IN SCENA DI PRATICHE SOCIALI

Designers: Davide Fassi, Francesca Piredda, Pierluigi Salvadeo, Elena Perondi – Politecnico di Milano 

Committente: Politecnico di Milano – Polisocial Award


CampUS
è un progetto di ricerca applicata per favorire la realizzazione di servizi per due categorie di utenza debole, i NEET (Not in Education, Employment or Training) e gli Over65, con l’obiettivo di acquisire competenze e restituire/consolidare un ruolo sociale attivo per i soggetti coinvolti. Le azioni hanno avuto ricadute sul territorio della Zona9 nel Comune di Milano dopo un periodo di incubazione del campus Bovisa del Politecnico di Milano. Il progetto di co-design ha sviluppato: 

 

  • orti condivisi in spazi pubblici e istituti scolastici; 
  • una Social TV di quartiere che ha prodotto videoclip e un format web sulla cultura hip-hop; 
  • un Padiglione Adattabile Autogestito Itinerante (PAAI) per azioni di cultura/teatro/sport; 
  • un modello di sostenibilità economica per le varie iniziative. 

 

Sono state coinvolte 40 associazioni locali e più di 2000 partecipanti.

Info: http://www.dipartimentodesign.polimi.it/component/k2/adi-design-2018 

http://www.adidesignindex.com/it/design-per-il-sociale/2017/campus-incubazione-e-messa-in-scena-di-pratiche-sociali 

Torna su

Progetto TEEN - 1° premio al Polisocial Award 2017

Il progetto è stato ideato da un team multidisciplinare composto da Marco Verani, Nicola Parolini e Chiara Andrà del Dipartimento di Matematica, Elena Granata del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Maurizio Zani del Dipartimento di Fisica e Tommaso Agasisti del Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

PROGETTO TEEN: EDUCARE AL PENSIERO LOGICO MATEMATICO I RAGAZZI STRANIERI
IL PROGETTO POLISOCIAL PER INSEGNARE A GESTIRE LA VITA QUOTIDIANA AI NEO MAGGIORENNI, PER L’AUTONOMIA E LA CITTADINANZA

 

Alpha è originario del Gambia. È partito da solo, senza dire niente a nessuno, senza salutare i familiari. È arrivato in Italia tre anni fa. Vive in una comunità per minori di Milano, parla un buon italiano, ha una solida rete di amici, soprattutto tra i connazionali. Per qualche anno ha sperimentato la sicurezza, ma anche il vincolo della vita comunitaria. Come società organizzata gli abbiamo garantito quello di cui ha diritto ogni ragazzo: il cibo, una casa, la protezione, ma anche l’apprendimento della lingua e la scolarizzazione di base.

 

Tra pochi mesi Alpha sarà considerato adulto, e dovrà affrontare senza più reti e sostegni la sua vita di cittadino, fuori dalla comunità. Dopo essersi allontanato presto e per necessità dalla sua adolescenza, dopo aver affrontato le fatiche e i pericoli del viaggio, è stato riportato ad una condizione di “minorità forzata”. Non ha più avuto occasione di stimolare e valorizzare quelle capacità di cavarsela e di interpretare il mondo e la sua complessità attraverso strumenti adeguati, che pure gli sono state così necessarie durante il tragitto. Orientamento, lettura dei segni, uso del cellulare, competenze linguistiche, capacità di lavorare per pagarsi le tappe del viaggio e talvolta il prezzo stesso della propria sopravvivenza.

 

I dati mostrano come i ragazzi emigrino dall’Africa soli e in età sempre più precoce, tra i 10 e i 17 anni, intraprendendo viaggi che spesso durano anni. In un’esperienza doppiamente periferica, di solitudine e isolamento dal mondo. Se ci poniamo il problema di costruire competenze qualificanti e abilitanti per integrarli in un contesto che ha regole del gioco diverse da quelle di provenienza, se capiamo che questa generazione di ragazzi ha spesso qualità e attitudini tanto spiccate quanto sottoutilizzate, possiamo interrogarci collettivamente su quali altre strade percorrere al di là della logica di prima accoglienza.

 

TEEN, Teenagers Experience the Empowerment by Numbers, vuole affrontare questa sfida con un approccio capacitivo, ossia mettendo al centro l’individuo e le capacità personali non ancora messe alla prova, in una prospettiva sfidante. Vuole stimolare, utilizzando forme didattiche innovative, competenze logico-matematiche, capacità di far di conto, di saper interpretare il numero, per poter vivere con consapevolezza in un mondo complesso. L’obiettivo è imparare insieme ai ragazzi a gestire con gli strumenti della logica e della matematica i problemi comuni della vita quotidiana. Non astratti problemi matematici, ma situazioni che mettono in relazione i ragazzi e le comunità che li ospitano con il mondo esterno. 

 

La consapevolezza che muove gli ideatori del progetto, suffragata dalla letteratura e da esempi di buone pratiche internazionali, è che le fragilità e le povertà possono - e devono - essere sfidate con strumenti nuovi, che un pensiero razionale e logico può essere di stimolo per la generalità dei ragazzi e disvelatore delle intelligenze più vivaci, da sostenere in percorsi singolari e personali.

 

La sfida si muove a più livelli. Coinvolgere in primo luogo la rete dei ragazzi, i primi amplificatori dei risultati sulle reti sociali di loro pertinenza. Coinvolgere le comunità, nell’ottica di introdurre in modo strutturale la proposta educativa nell’ambito dei programmi di formazione. Coinvolgere l’opinione pubblica, immaginando una campagna di comunicazione social sull’immigrazione giovanile che accompagni lo sviluppo del progetto dai primi passi sino alle sperimentazioni e al definitivo rilascio degli strumenti educativi. 
 

Articolo pubblicato su PoliMi web 12.03.2018 

Articolo pubblicato su Planet B

http://www.polisocial.polimi.it/en/home-en/ 

 

Torna su

Premio Italiano Architettura Sostenibile: premiate studentesse del Politecnico alla XIII edizione del concorso “Premio Italiano-Architettura sostenibile Fassa Bortolo”

Premio Italiano Architettura Sostenibile: premiate studentesse del Politecnico di Milano alla XIII edizione del concorso “Premio Italiano-Architettura sostenibile Fassa Bortolo”, promosso da Fassa Bortolo S.r.l e dall’’Università degli Studi di Ferrara.

Le studentesse del Politecnico di Milano Alexandra Prino, Elena Marchini e Chiara Nardo sono state premiate con la MENZIONE D’ONORE - categoria design sostenibile per il progetto “UP - Unconventional Project. Progettazione di uno spazio cohousing e co-dividuale mediante l'utilizzo di materiali e tecniche non convenzionali” (relatore: prof. Marco Imperadori).

Torna su

Concorso di idee per studenti Progettare Domotico: Primo Premio a studenti del Politecnico

Concorso di idee per studenti Progettare Domotico: Primo Premio a studenti del Politecnico 

Si è tenuta il 28 Maggio 2018, nell'auditorium dell'Università IUAV la cerimonia di premiazione dei vincitori della prima edizione del concorso “Progettare domotico", indetto da Vimar in collaborazione con l’Università Iuav di Venezia e la rivista The Plan in qualità di media partner.

Dei numerosi elaborati pervenuti ne sono stati premiati quattro. Al primo posto ex aequo il progetto Circular House, presentato da un gruppo di studenti del Politecnico di Milano.

 

1° premio ex aequo
Progetto: Circular house di Lorenzo Manganello, Marco Mochetti e Thomas Villa

Motivazione: il progetto “Circular House” è stato premiato per il suo pragmatismo nell’impiegare la domotica per lo sviluppo di un progetto teso ad esplorare le frontiere della sostenibilità affrontando non solo i temi dell’efficienza energetica ma anche quelli della scelta dei materiali e delle tecnologie costruttive.

Per maggiori informazioni https://www.vimar.com/it/it/concorso-di-idee-per-studenti-progettare-domotico-premiati-i-vin-14390132.html

Torna su

Skyscraper Competition 2018

TRE STUDENTI DEL POLITECNICO VINCONO LA SKYSCRAPER COMPETITION 2018

SKYSHELTER.ZIP È UN GRATTACIELO PIEGHEVOLE ISPIRATO AGLI ORIGAMI, ALLESTIBILE NELLE ZONE COLPITE DA CALAMITÀ NATURALI

Il progetto Skyshelter.zip, presentato da tre studenti del Politecnico di Milano, ha vinto la Skyscraper Competition 2018, uno dei più prestigiosi premi internazionali di architettura verticale organizzato da eVolo Magazine.

Jakub Kulisa, Damian Granosik e Piotr Pańczyk, della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni, hanno ideato un innovativo concept di grattacielo pieghevole ispirato agli origami, che può essere facilmente trasportato e dispiegato in zone colpite da calamità naturali.

Quando si verifica un terremoto, un’alluvione o un uragano, le infrastrutture sono spesso danneggiate, rendendo difficile la costruzione di abitazioni d’emergenza. Skyshelter.zip tenta di affrontare queste criticità, proponendo una struttura che offra una grande superficie utilizzabile, ma che allo stesso tempo sia compatta, facile da trasportare e allestibile nel minor tempo e con il minimo sforzo. 

L’intera struttura è ripiegabile in maniera simile a un origami o a una fisarmonica. Il contenitore può essere trasportato con gli elicotteri comunemente utilizzati dalle squadre di soccorso, rendendo più facile raggiungere zone al di fuori delle reti di trasporto. La superficie occupata da Skyshelters.zip è in media trenta volte più piccola di quella richiesta per ospitare le tende e i container abituali. 

Skyshelter.zip può essere dispiegato senza sforzo e istantaneamente anche su un suolo instabile. Dopo aver ancorato i supporti di base al terreno, la struttura si sviluppa in altezza grazie a dei palloni di elio. I muri interni ed esterni sono stoffe attaccati a lastre. A seconda della quantità di gas inserito nel pallone, si può controllare il numero di piani da far svolgere. In questo modo, con un modulo prodotto in serie è possibile affrontare eventi imprevisti di differente scala.

La struttura è concepita per offrire un centro multifunzionale per tutte le operazioni di soccorso. A seconda dei bisogni, varie attività possono essere svolte all’interno, tra cui l’accoglienza, il pronto soccorso, alloggi temporanei, magazzino e giardino verticale che sfrutta il terreno raccolto durante il montaggio. L’edificio è inoltre in grado di produrre energia pulita per suo funzionamento.

Articolo Milano Corriere della Sera

Torna su

1st International Elite Universities Dragon Boat Championships

Il nostro studente Pietro Olioso che sta frequentando il secondo anno di Laurea Magistrale alla Tsinghua University di Pechino, nell’ambito del programma di scambio internazionale, di cui è promotore dello scambio il prof. Luca M. F. Fabris, condivide con noi questo successo.

Negli scorsi giorni Pietro ha partecipato, assieme alla squadra ufficiale dell’università che lo ospita, alla 1st International Elite Universities Dragon Boat Championships, un torneo che include diversi sport aquatici (canoa, kayak, stand-up paddle, dragon boat). Hanno preso parte alla competizione quindici università tra cui Harvard, Oxford, MIT, Stanford, e Tonji. Della squadra di Pietro Olioso ben quattro componenti sono alunni del Politecnico di Milano in scambio alla Tsinghua University: Pietro, dalla Scuola AUIC, due studenti dalla Scuola di Ingegneria ed una studentessa dalla Scuola di Design.

Insieme a i suoi colleghi cinesi hanno conquistato la medaglia di bronzo nello stand up paddle e si sono qualificati ottavi nei 200 metri dragon boat e noni nei 2000 metri dragon boat. È stata una grande soddisfazione sia per il Politecnico di Milano che per la Tsinghua University che ha creduto nei nostri studenti e che è stata ripagata con un assegno-premio di 8000 RMB (circa 1200 euro) e apparendo con orgoglio su una delle più importanti tv nazionali. Tuttavia non si tratta solamente di un orgoglio cinese ma anche del Politecnico di Milano.

Complimenti a Pietro e a tutti gli altri studenti del Politecnico di Milano.

Torna su

Award "Les Grands Prix du design" al VIAGGIO DELLA PAROLA

Il Viaggio della Parola, concepito da Ginette Caron (ideatrice) con art direction e cutratela di Marco Imperadori (Politecnico di Milano) e Alessio Pesenti (Nordzinc), nasce dal recupero e restauro di tutte le scritte del Padiglione Vaticano in EXPO 2015. A seguito della demolizione del padiglione si sono salvate le scritte “Non di Solo Pane” e “Dacci oggi il nostro Pane” in 13 lingue e si sono individuati diversi luoghi nel mondo, religiosi ma anche laici, dove riposizionare queste scritte che prendevano vita grazie all’ombra che il sole da esse proiettava sulla facciata del padiglione.

Torna su