SCUOLA DI
ARCHITETTURA URBANISTICA INGEGNERIA DELLE COSTRUZIONI

2019

Due studenti della nostra Scuola premiati al Premio Luigi Zordan - prima menzione speciale per la categoria "tesi che propongono originali concezioni strutturali e/o innovativi sistemi costruttivi"

Premio Luigi Zordan, sezione B1, Università degli Studi dell’Aquila. I Menzione Speciale a due laureati della Scuola AUIC del Politecnico di Milano, Erica Nonis e Edoardo Del Conte, con una tesi che trattava i temi del riutilizzo e della valorizzazione degli edifici militari dismessi in Friuli Venezia Giulia. Il titolo della tesi: OLTRE IL FILO SPINATO, Storie di abbandono e riutilizzo del Patrimonio Militare dismesso. Relatore: Luca Maria Francesco Fabris. Correlatore: Claudio Sosio De Rosa.
I Laureati hanno partecipato al Premio Luigi Zordan organizzato dall'Università degli Studi dell'Aquila eil 24/10/2019 si sono recati presso l'Università degli Studi dell’Aquila per ritirare il premio come prima menzione speciale per la categoria "tesi che propongono originali concezioni strutturali e/o innovativi sistemi costruttivi".

OLTRE IL FILO SPINATO
La nostra tesi nasce dalla volontà di fornire una risposta complessiva ad un problema tanto esteso quanto irrisolto: l’enorme quantità di edifici militari dismessi, dispersi nel territorio del Friuli Venezia Giulia. Ad un occhio disattento questo patrimonio può sfuggire: ciò che sta oltre il filo spinato è, per molti, semplicemente un terreno inesistente, un buco nero. Allo stesso tempo è difficile, per un viaggiatore che attraversi la regione, non accorgersi, almeno inconsciamente, della inquietante presenza di presidi militari abbandonati. I documenti ufficiali parlano infatti di una rete composta da 407 siti militari, che occupano 102 km2, ovvero l’1,3% dell’intera superficie del Friuli Venezia Giulia. Durante gli anni ’60 i territori sottoposti a servitù militare superavano la metà della regione. Dati alla mano, il Friuli Venezia Giulia è stata una delle regioni più militarizzate d’Europa. Questa presenza peculiare ha rappresentato, fino alla fine degli anni ’80, un vincolo e un motore economico allo stesso tempo. Con la fine della Guerra Fredda questa situazione di precario equilibrio, presente da quasi 50 anni, si è dissolta con una rapidità eccezionale. Ad oggi più del 95% del patrimonio militare della regione risulta dismesso e abbandonato. Cosa si può fare per ridare ad esso un significato? In che modo si può trasformare un problema economico e amministrativo in una ricchezza per il territorio?
Non abbiamo voluto produrre una pura astrazione, un esercizio mentale di difficile attuazione. Abbiamo voluto, attraverso questo lavoro, poggiare i piedi su quella che è la realtà del fenomeno, toccandola con mano e sforzandoci di ricercare una o più risposte a quelle che sono le reali esigenze architettoniche e programmatiche del nostro territorio. I progettisti si trovano oggi a lavorare in un’epoca caratterizzata da una ricerca spasmodica del nuovo in architettura, del sempre più alto, del sempre più innovativo, del sempre più iconico... del sempre più. E in questa corsa frenetica verso il pensiero di qualcosa di nuovo sembra irrilevante ciò che già esiste. Non ci accorgiamo, spesso, di quelle che sono le ricchezze nascoste del territorio. Per questi motivi, abbiamo sentito la necessità di contrastare questa tendenza incentrando il lavoro sul patrimonio militare dismesso del Friuli Venezia Giulia. La scelta di questa regione è dovuta, oltre che alla sua storia strategica, anche alla volontà di soffermarci su un territorio a noi ben noto e caro. Abbiamo voluto guardarci attorno, ascoltare il contesto e ripartire da quello che già esiste, e che è parte della nostra storia, per trasformare una costrizione per la regione in una possibilità di  costruzione del futuro di essa. Abbiamo voluto toccare diverse scale di intervento, partendo da quella territoriale, con un lavoro di analisi e di elaborazione di strategie attuative, fino ad arrivare a quella locale e del singolo edificio, con un progetto pilota per una caserma dismessa. Abbiamo cercato di offrire una risposta esaustiva al problema della riconversione, per lanciare una politica di valorizzazione e recupero degli edifici militari dismessi, per porre le basi di un futuro consapevole del patrimonio territoriale e dell’identità collettiva.

Ian Ritchie, Laurea ad Honorem

Tra i suoi progetti recenti i nuovi spazi della Royal Academy of Music.

25-10-2019 Dopo i saluti del Prorettore Emilio Faroldi e la Laudatio del Professor Marco Imperadori, del Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito, Ian Ritchie ha tenuto la sua Lectio dal titolo “Light, shadow and non-linear beauty”.

Nel motivare il conferimento della laurea ad honorem la Professoressa Ilaria Valente, Preside della Scuola di Architettura Urbanista Ingegneria della Costruzioni, ha sottolineato come il lavoro di Ritchie sia

Esemplare della capacità multidisciplinare di promuovere un’architettura misurata, innovativa e originale, in equilibrio fra valori culturali, sociali e tecnici”.

“La sua opera interpreta in modo stringente l’integrazione delle discipline e delle pratiche facenti capo all’area dell’architettura  e a  quelle dell’Ingegneria, attraverso una sintesi felice delle componenti tecniche, artistiche  e umanistiche fondative della cultura Politecnica”.


https://www.polimi.it/dettaglio-apertura/article/10/ian-ritchie-laurea-ad-honorem-8304/

Presentato il padiglione dell’Italia a Expo 2020 Dubai

21-10-2019 Il Politecnico di Milano è partner del Padiglione Italia e cura i contenuti scientifici dell’Osservatorio dell’Innovazione

E’ stato presentato a Matera il padiglione dell’Italia a Expo 2020 Dubai; durante l’evento sono stati svelati design e contenuti del padiglione italiano, che è dedicato al tema “La Bellezza Unisce le Persone”.

All’evento hanno partecipato anche il Rettore Ferruccio Resta e Ingrid Paoletti, delegato del Rettore per Expo 2020 - Dubai. Il Politecnico di Milano, infatti, è partner del Padiglione Italia e cura i contenuti scientifici dell’Osservatorio dell’Innovazione dove, all’interno di un evocativo dodecaedro, suddiviso nei due grandi elementi platonici ‘cielo’ e ‘acqua’, verranno presentati i contenuti delle ricerche di avanguardia in Italia, con un riferimento particolare alla sostenibilità e all’attenuazione dell’inquinamento ambientale.

Resta: “Dopo Expo 2015, quella di Dubai 2020 è un’occasione straordinaria per mostrare al mondo le potenzialità del nostro Paese. All’interno del padiglione italiano, troveremo un punto di riferimento per tracciare un percorso che guarda al futuro nel segno dell’innovazione. Un racconto nel quale il Politecnico di Milano coordina i contenuti e le rappresentazioni di università, centri ricerca e imprese. Un racconto che si compone di soluzioni e innovazioni, di ricerche e storie di successo che mostreranno all’interno del dodecaedro l’immagine di un Paese che, nella ricchezza della sua tradizione, sa guardare avanti”.

Il progetto del padiglione è firmato da Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria.

Per maggiori informazioni https://italyexpo2020.it  

Laboratorio del cammino: ottimi risultati

Il 25 Ottobre 2019, presso il Politecnico di Torino, durante le Giornate di studi a conclusione della summer school Sardinia reloaded (fine agosto-inizi settembre 2019), verrà assegnato il Premio di laurea Camminare nei territori in crisi, promosso dal Laboratorio del cammino (delegati per il Politecnico di Milano: prof. Marco Mareggi, DASTU, e Chiara Merlini, ABC) e da DIST/Politecnico di Torino (https://www.laboratoriodelcammino.com/master-thesis-award).

Hanno presentato domanda di partecipazione 25 candidati.

Il premio sarà assegnato a Jacopo Ascari, laureato in Urban planning al POLIMI, sede di Milano.
La menzione speciale sarà assegnata a Sarah Casaburo, laureata in Sustainable Architecture and Landscape Design al POLIMI, sede Piacenza.
Il Politecnico di Milano è promotore del Laboratorio del cammino, insieme ad altre università italiane.


Il Viaggio della Parola - Co-curatore progetto Marco Imperadori - selezionato per l’ADI Index 2019

Il Viaggio della Parola. Progetto selezionato per ADI Index 2019. Tra i co- curatori: Marco Imperadori, Ginette Caron (di Ginette Caron Communication Design, Milano), designer delle scritte e co-director del progetto, Alessio Pesenti di Nordzinc per il trattamento delle scritte, e Caritas Ambrosiana.

Un’operazione di sostenibilità e rispetto ambientale attraverso la conservazione, il restauro, il riuso delle 25 scritte sulle facciate del padiglione della Santa Sede a Expo Milano 2015 e la loro ricollocazione in luoghi significativi di tutto il mondo: in Italia (15 ricollocazioni), Guinea Bissau, Germania, Cina e Canada. Tradotte in 13 lingue, le scritte sono composte da lettere filiformi bianche che, collocate sulle pareti bianche del padiglione, potevano essere lette solo attraverso le loro ombre. Un messaggio ecumenico, laico e universale che va al di là delle religioni; le destinazioni scelte sono luoghi che testimoniano la presenza della Parola nella vita concreta della comunità e traducono in realtà valori umani universali. Ogni comunità è libera di interpretare a suo modo il dono della Santa Sede.

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Studenti Polimi @ Friday for Future

Una forma innovativa di comunicazione scientifica realizzata dagli studenti di Building and Architectural Engineering alla manifestazione Friday for Future del 27/09/2019.

Un gruppo di studenti del corso di Advanced Building Physics, col supporto del loro docente, Prof. Lorenzo Pagliano, ha analizzato letteratura recente sulla crisi climatica. 

Sono stati individuati alcuni articoli significativi che mostrano come il nuovo stato in cui rischiamo di portare il pianeta sia molto diverso dallo stabile Olocene in cui sono stati possibili agricoltura e civilizzazione.
La presentazione del cambiamento climatico viene spesso effettuata su una scala temporale breve (decine di anni o un paio di secoli) che può farlo involontariamente apparire graduale e tutto sommato limitato come entità.

Al contrario (Clark, P. et Al. 2016) sostengono:
“we argue that the twentieth and twenty first centuries, a period during which the overwhelming majority of human-caused carbon emissions are likely to occur, need to be placed into a long-term context that includes the past 20 millennia, when the last Ice Age ended and human civilization developed, and the next ten millennia, over which time the projected impacts of anthropogenic climate change will grow and persist. This long-term perspective illustrates that policy decisions made in the next few years to decades will have profound impacts on global climate, ecosystems and human societies — not just for this century, but for the next ten millennia and beyond.”
Il lavoro di rassegna ha anche individuato un lavoro scientifico (Stefen, W. Et Al. 2018) che analizza una serie di retroazioni positive di tipo biologico e fisico e il rischio che superata una certa soglia di riscaldamento si inneschi una sequenza in cascata che faccia proseguire il riscaldamento anche se le emissioni causate dall’uomo venissero azzerate.
I dati tratti dai due articoli sono stati sintetizzati in forma grafica in un grande banner (2 metri per 5) che i ragazzi hanno portato alla manifestazione Fridays For Future del 27 Settembre. Lo striscione ha aperto il corteo per la prima mezz’ora di marcia e ha realizzato l’obiettivo di diffondere informazione scientifica in un formato facilmente accessibile per gli altri partecipanti, i giornali e le televisioni che hanno seguito l’evento.

Clark, Peter U., Jeremy D. Shakun, Shaun A. Marcott, Alan C. Mix, Michael Eby, Scott Kulp, Anders Levermann, et al. “Consequences of Twenty-First-Century Policy for Multi-Millennial Climate and Sea-Level Change.” Nature Climate Change 6, no. 4 (April 2016): 360 - 69. https://doi.org/10.1038/nclimate2923.

Steffen, Will, Johan Rockström, Katherine Richardson, Timothy M. Lenton, Carl Folke, Diana Liverman, Colin P. Summerhayes, et al. “Trajectories of the Earth System in the Anthropocene.” Proceedings of the National Academy of Sciences 115, no. 33 (August 14, 2018): 8252 – 59. https://doi.org/10.1073/pnas.1810141115.

Intergovernmental Panel on Climate Change. Global Warming of 1.5°C, 2018. http://www.ipcc.ch/report/sr15/.

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Prima sessione di laurea magistrale in Landscape Architecture _ land Landscape Heritage

Il 3 ottobre in aula E/F - ed.11 - campus Leonardo -  alle 15.30 si è svolta la prima sessione di Laurea Magistrale in Landscape Architecture _ land Landscape Heritage.

Risultato importante per il Politecnico di Milano e la Scuola AUIC: tre studenti internazionali (una studentessa vietnamita e due cinesi di Shanghai in doppia laurea Con Tongji university) saranno i primi laureati del nuovo corso inaugurato due anni fa presso la scuola AUIC e che completa il primo ciclo biennale.

Dai 34 studenti del primo anno il corso oggi conta oltre 150 studenti provenienti da tutto il mondo e con profili differenti e complementari. Docenti di diversi dipartimenti del Politecnico, dell’Università’ Statale, esperti esterni del mondo della professione e delle istituzioni collaborando in un corso che unisce, come tradizione politecnica, formazione, ricerca e impegno civile.

Il progetto di Paesaggio - che unisce tecnica  natura e cultura - e’ uno dei temi di frontiera con cui il Politecnico contribuisce ad affrontare le sfide globali della sostenibilità e della qualità della vita delle città e dei territori contemporanei.

Le nostre congratulazioni al Coordinatore del Corso di Studio prof. Antonio Longo e a tutto il corpo docente coinvolto.

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Inaugurata a Xi’an la "Joint School of Design & Innovation Centre"

Inaugurata a Xi’an, il 7 Settembre 2019, la “Joint School of Design & Innovation Centre”, edificio per la ricerca e la didattica universitaria del Politecnico di Milano e della Xi’an Jiaotong University (XJTU)

Il progetto architettonico è dei professori Pierluigi Salvadeo e Remo Dorigati.


Maggiori dettagli: https://www.polimi.it/articoli/inaugurata-a-xian-la-joint-school-of-design-and-innovation-centre-con-xjtu/


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Progetto Arte Sella Architettura e MantovaArchitettura

Nel corso del 2019 si consolida il progetto Arte Sella Architettura, che ha visto negli ultimi anni la partecipazione di architetti di fama internazionale, quali Kengo Kuma, Michele de Lucchi e Atsushi Kitagawara, chiamati ad interpretare la relazione tra architettura e paesaggio presso il giardino di Villa Strobele, con la consulenza scientifica del prof. Marco Imperadori, Ordinario di Progettazione e Innovazione Tecnologica del Politecnico di Milano.
Il luogo, colpito duramente dalla tempesta, è stato oggetto nei primi mesi del 2019 di un imponente intervento di pulizia e ricostruzione ed è stato riaperto al pubblico il giorno 1 Maggio 2019.

Domenica 19 Maggio il premio Pritzker Eduardo Souto de Moura ha presentato al pubblico un’opera da lui così descritta “L’ultimo baluardo dell’architettura: questo è ciò che ci resta...”.


L’opera di Eduardo Souto de Moura, in Tonalite dell’Adamello, è posizionata nel bosco di Villa Strobele. Una “porta” che collega il parco di Villa Strobele alla foresta, una sorta di “dolmen” contemporaneo che il Premio Pritzker portoghese ha voluto posizionare al limite dello spazio espositivo e verso la montagna, colpita dal disastro di fine Ottobre 2018. Solida e “perenne”, l’opera è in realtà calibrata e contenuta rispetto alla forza della natura circostante, e si pone come soglia di transito e “baluardo architettonico”, come dice l’autore, per farci riflettere sia sul senso dell’architettura che sul nostro essere fragili di fronte alla forza della materia, della natura e dei suoi eventi.
All’evento presso Villa Strobele è seguito presso Malga Costa la Lectio Magistralis dell’architetto.

L’evento è stato realizzato in collaborazione con MantovaArchitettura, rassegna a cura del Polo di Mantova del Politecnico di Milano, e grazie al contributo di Pedretti Graniti.

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Workshop Internazionale Southwest Jiaotong University di Chengdu: Team AUIC primo su 24

Il Politecnico di Milano e la scuola AUIC ottengono un grande riconoscimento nel "Festival internazionale delle costruzioni della Jiaotong University del sud-ovest" a Chengdu - China.



Un team di cinque studenti dell'Architectural Design Studio di AUD tenuto dal prof. M. Meriggi - Darta Adamsone, Tommaso Genco, Cloé Mestre - Caron, Federico Taravella ed Ewa Tomczyk, sotto la guida dell'arch. Lapo Sarfatti, ha progettato, ingegnerizzato e costruito l'artefatto che è stato premiato con la vittoria delle autorità della Jiaotong University sud-occidentale - Xu Fei (Rettore), Feng Xiaoyun (Vice-rettore), insieme ai membri della giuria Zhang Wei, Sun Cheng , Li Xiaofeng, Cai Yongjie, Fan Yue, Liu Yi, Zhao Shichen.

 




Il "Southwest Jiaotong University International Construction Festival" è giunto alla sua sesta edizione e il Politecnico di Milano è stato onorato di partecipare insieme ad altre università tra cui: Hong Kong, Taipei, il Kyushu giapponese, il Politecnico della Catalogna e l'Università della Scienza e della Tecnologia della Cina, per un totale di 24 squadre.

Il tema del Workshop - "An architecture for game" - è stato interpretato con la realizzazione di un padiglione cubico intitolato "Un gioco di scale".

I lavori sono iniziati a Milano nel Laboratorio di Progettazione Architettonica, per poi trasferirsi a Chengdu per la fase di costruzione. Il risultato è un cubo scuro con legno carbonizzato. Tuttavia, questa struttura elementare ha cinque aperture irregolari che si distinguono dall'alto, enfatizzate dal legno chiaro delle pareti interne.
Dall'interno si articolano tre percorsi: uno è un passaggio a livello, mentre gli altri due sono una sequenza indiretta di gradini, che porta verso l'alto verso una terrazza che si apre al paesaggio circostante.

La notizia è apparsa sul sito cinese: https://mp.weixin.qq.com/s/9X3l8FjQOp7EhyciIu9veg

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Inaugurato Green Living Lab San Siro

PRIMI RISULTATI DEL PATTO DI COLLABORAZIONE TRA COMUNE, POLITECNICO E ASSOCIAZIONI PER LA CURA CONDIVISA DEI BENI COMUNI.

Chi si fosse trovato a passeggiare fino a qualche settimana fa per via Abbiati, 300 metri di strada che attraversano uno storico quartiere di edilizia popolare di Milano, in zona San Siro, non sarebbe rimasto particolarmente colpito dalla bellezza del paesaggio. Palazzoni scrostati dall’usura del tempo, abusivismo edilizio, marciapiedi invasi dalle auto in divieto di sosta, rifiuti abbandonati e muri costantemente imbrattati.

Un senso di abbandono e di incuria che la variegata e vitale popolazione del quartiere sicuramente non merita.Domenica 24 Marzo qualcosa è cambiato, con l’inaugurazione di GreenLivingLab San Siro. Una giornata di attività, laboratori e giochi per festeggiare l’intervento di riqualificazione urbana che vuole essere il primo passo per permettere agli abitanti di riappropriarsi di questo angolo di città e ricominciare a viverlo come spazio pubblico.

Erano presenti il sindaco Giuseppe Sala, gli assessori Marco Granelli, Lorenzo Lipparini, Pierfrancesco Maran e Gabriele Rabaiotti. Per il Politecnico di Milano – uno degli attori fondamentali di questo progetto – il prof. Gabriele Pasqui, direttore del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani e delegato del rettore alle politiche sociali e la prof.ssa Francesca Cognetti De Martiis, delegata del rettore alla responsabilità sociale per il territorio.

Oggi via Abbiati si presenta in un modo nuovo. Il marciapiede prima invaso dalle macchine, è ora colorato con disegni artistici a zebra e giochi su asfalto per i bambini, selezionati con la partecipazione dei residenti. Sono state collocate alcune oasi-fioriere che permettono di sperimentare il giardinaggio condiviso. Sono state sistemate nuove rastrelliere per biciclette, dissuasori per la sosta irregolare delle auto e archetti per proteggere i pedoni sui marciapiedi, misure che assieme al nuovo limite di velocità di 30 km/h renderanno più sicuro percorrere la via.

 

Tutto questo è incorniciato da una grande scritta decorativa realizzata in metallo che compone la frase “ABBI CURA”, il motto ispiratore dell’intervento. La rivitalizzazione dell’area prevede inoltre un programma di attività organizzate dalle associazioni che hanno deciso di prendersi cura di questo spazio.

GreenLivingLab San Siro è il frutto di un patto di collaborazione per la cura condivisa dei beni comuni siglato tra il Comune di Milano, il gruppo di Ricerca-Azione Mapping San Siro del Politecnico di Milano, il Municipio 7 e le associazioni Temporiuso.net, Alfabeti Onlus, Genera e Imby, con la collaborazione di Retake Milano.Il progetto è un’azione pilota nel quadro del progetto europeo “SoHoLab – the regeneration of Large Scale Social Housing Estates trough LivingLabs”, vincitore di un finanziamento da parte della fondazione belga King Badouin e Fondazione Cariplo.

L’intervento è stato possibile grazie all’innovativo strumento del patto di collaborazione, introdotto nel 2018 dalla Giunta Comunale, che ha lo scopo di affidare ai cittadini attivi la cura e la gestione dei beni comuni, realizzando un rapporto di parità, condivisione e collaborazione stretta con l’amministrazione comunale.

“Oggi festeggiamo la restituzione di via Abbiati ai suoi residenti, possibile grazie agli strumenti innovativi dell’urbanismo tattico e dei patti di collaborazione per l’amministrazione condivisa dei beni comuni”, ha commentato l’assessore alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data Lorenzo Lipparini.

“Attraverso l’intenso lavoro congiunto di tantissime realtà, finalmente quest'area della città potrà tornare a vivere e animarsi portando un miglioramento della qualità della vita e della fruizione dello spazio pubblico a beneficio dei cittadini del quartiere”.

(fonte: news polimi)

Nasce Off Campus San Siro

Nuovi spazi di condivisione con la città, che restituiscono valore al bene comune e collettivo

È stato inaugurato il 17 Aprile Off Campus San Siro, il nuovo spazio del Politecnico di Milano aperto alla città. Il primo di una serie di luoghi condivisi che vogliamo creare con l’intento di uscire dalle sedi storiche del Politecnico, per inserirci ancor più incisivamente nel territorio e partecipare alle grandi trasformazioni della nostra città.



Gli Off Campus vogliono essere spazi fisici collocati in alcuni quartieri di Milano, spesso periferici, e si caratterizzano come luoghi in cui promuovere:

  • didattica innovativa, attenta allo sviluppo di nuove competenze, maturate dagli studenti e dai docenti grazie al lavoro in contesti reali;
  • ricerca responsabile, attenta allo sviluppo di processi inclusivi di produzione della conoscenza;
  • co-design e sviluppo progetti, come modalità di sostegno diretto agli attori e alle comunità locali.

Il progetto è promosso da Polisocial, il programma di responsabilità sociale del Politecnico di Milano, parte fondamentale della Terza Missione dell’Università. Vogliamo costruire un nuovo rapporto del Politecnico con la città, mettendo alla prova i nostri metodi di insegnamento, immergendoli nella realtà locale, legandoli a luoghi e persone del territorio, in un vasto e stimolante laboratorio. Per farlo abbiamo preso spunto anche da importanti esperienze estere, come quelle delle università di Harvard, di Sheffield e di Chicago.

Il nuovo spazio di circa 130 mq presenta diversi ambienti, dove sarà possibile svolgere varie attività:

  • Urban room, uno spazio di lavoro, sviluppo di progetti, ricerca responsabile e didattica innovativa
  • Archivio aperto di quartiere
  • Live-net, spazio dedicato a incontri e riunioni di associazioni e altri attori
  • Educult, spazio dedicato ad attività culturali ed educative aperte al quartiere e alla città
  • Bistrot di quartiere, uno spazio attrezzato per momenti conviviali
  • Clinica legale, sportello giuridico e per l’educazione alla legalità curato dall'Università Bocconi

È previsto anche un calendario di eventi che andrà sempre più ampliandosi nel tempo: seminari, lezioni aperte, incontri di quartiere. A breve pubblicheremo le date dei primi appuntamenti.

La presenza del Politecnico nel quartiere di San Siro dura ormai da diversi anni, e ha permesso lo sviluppo di progetti fondamentali per la nascita del nuovo Off Campus. Il laboratorio di ricerca-azione Mapping San Siro è presente in quartiere dal 2014 presso lo spazio Trentametriquadri. WRP – West Road Project, vincitore di Polisocial Award 2017, porta avanti un dispositivo di attivazione di reti e spazi pubblici attraverso la periferia diffusa nella zona 7. I progetti didattici Ri-Formare Periferie Città Metropolitana e Envisioning San Siro della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni si sono concentrati su questa area.

La nascita di Off Campus San Siro è stata resa possibile grazie alla collaborazione di diversi attori e istituzioni: Comune di Milano, Regione Lombardia, ALER Milano, Università Bocconi, Fondazione Cariplo e Fondazione di Comunità Milano, le scuole del quartiere Cadorna e Radice, la rete locale Sansheros e alcune imprese.

Off Campus San Siro
Via Filippo Abbiati 6, ingresso da via Giacinto Gigante
Milano

Info: prof.ssa Francesca Cognetti De Martiis, delegata del rettore alla responsabilità sociale per il territorio

The 2019 UIA-CBC International Colleges and Universities Competitive Construction Workshop: Pear Orchard Cabins

The Team led by prof. Laura A. Pezzetti (AUIC- PoliMi) and Wu Di, Cheng Jing (Xi’an University of Architecture and Technology, XAUAT, China) has been selected for the contruction phase of the 2019 UIA-CBC International Colleges and Universities Competitive Construction Workshop.

The UIA (International Unions of Architects) and CBC (China Building Center) have endorsed the 2019 UIA-CBC International Colleges and Universities Competitive Construction Workshop.
Created in 2016, previous editions have been successfully organised in China and acquired recognition at national and international level.
The annual UIA-CBC International Colleges and Universities Competitive Construction Workshop dated from 2016 provides an architectural practice platform that enables students to walk out of their classroom, face the real environment and issues, and implement the full practice from design to construction.
The site of the 2019 UIA-CBC International Colleges and Universities Competitive Construction Workshop is located at Guoyuan Village, Aiyuan Town, Siyang County, a typical trading town at the boundary between two provinces, which is famous for its “crisp white pears”.
Inside the orchard, there are “seven trees”, giving this place the name of “Century-old Pear Orchard”. However, the orchard is now in urgent need of revitalization as the village has been confronted with the problem of primary and monotonous industrial development.
The Workshop takes place in a pear orchard in Guoyan Village (Siyang County, China). which is more than 100 years old, It is in urgent need of revitalisation as the village faces the consequences of industrial development.

The competition consists of two stages with two rounds of corresponding review.

1. Design stage: the teams submitted their designs to the jury which has selected 15 joint teams.

2. Construction stage: the 15 selected joint teams are implementing the construction drawing for the on-site construction (August). The jury will review the final built work and select the winners.


Formative Aims

By offering practical construction opportunities, the workshop intends to have students thoroughly understand the Genius Loci, feel the architectural space, and learn things that will instruct their future design and practice. They should use a limited space to design and construct their cabins with a view to improving and revitalising the quality of living in the village.
The participants have worked in joint international teams from an institution in mainland China paired with one from abroad.

Xi’an University of Architecture and Technology has invited Prof. Laura A. Pezzetti, coordinator od the Double Master Degree Programme, to lead the PoliMi-XAUAT team together with Proff. Wu Di and Chen Jing.

Terzo premio al Tongji Contruction Festival 2019

Terzo posto al Tongji International Construction Festival 2019
Sei matricole polimi al workshop internazionale organizzato dalla Scuola di Architettura della Tongji University.

Per il secondo anno consecutivo la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano ha inviato una rappresentanza di sei matricole all’Università Tongji di Shanghai, dove si è svolto il Festival Internazionale di Costruzione.

Si tratta di un workshop che ha messo a confronto i freshmen di 13 università internazionali, 19 università cinesi e 16 gruppi di lavoro della scuola ospitante, e il cui l’obiettivo è la progettazione e la realizzazione di un piccolo padiglione utilizzando fogli di polipropilene alveolare forniti dall’organizzazione.

I sei giovani studenti della Scuola AUIC – Minghui Chen, Elena De Pascalis, Mariasole Facchi, Maria Letizia Guido, Andreea Diana Dohotar Muresan, Christopher Piderit – selezionati dal prof. Luca Maria Francesco Fabris (referente didattico AUIC per Tongji CAUP Architecture), guidati in loco dall’arch. Riccardo Maria Balzarotti (assegnista di ricerca) si sono distinti nell’interpretare il tema di progetto, ispirato al poema d’amore cinese “Butterfly Lovers”, ottenendo il terzo premio.

Il gruppo ha lavorato nei tre giorni a disposizione studiando un modulo assemblabile che unisse semplicità di taglio – ottenuta mediante la realizzazione di dime – e complessità della composizione finale. Questi moduli formano le due pareti principali, affiancate e leggermente convergenti in modo da accentuare il cono prospettico e la sensazione di profondità. Alle travi che uniscono le due pareti sono sospesi numerosi fili di nylon che aggiungono un livello di semitrasparenza alla lettura dello spazio, simboleggiando il verso principale del poema tema del workshop, la cui traduzione inglese è: “How deep is the deep courtyard? Willows shrouded in smoky mist, like endless layers of curtain”.

Si ringraziano il Chinese National Supervision Committee of Higher Architecture Education, oltre all’organizzatore College of Architecture and Urban Planning (CAUP) della Tongji University, la cui referente è la prof.ssa Weijia Tian.

Yona Catrina Schreyer unica studentessa PoliMi selezionata dalla Fondazione Norman Foster

Yona Catrina Schreyer, studentessa del Politecnico di Milano, è stata selezionata per il workshop OnCites organizzato dalla Fondazione Norman Foster.
Sono stati selezionati soltanto dieci studenti con scholarship a valle di più di 200 applications e Yona è l'unica studentessa PoliMi.


(personal report di Yona Catrina Schreyer)

Borsa di studio della Norman Foster Foundation // On Cities Workshop 2019
"Seguendo la loro missione di promuovere il pensiero interdisciplinare e la ricerca per aiutare le nuove generazioni di architetti, designer e urbanisti ad anticipare il futuro, la Norman Foster Foundation tiene seminari e dibattiti, riunendo ricercatori, imprenditori e accademici di vari campi e background per condividere le loro conoscenze con studenti selezionati provenienti da tutto il mondo. Dopo aver ricevuto una borsa di studio della Fondazione, mi sento onorata di aver preso parte al workshop di quest'anno, On Cities, che si è svolto alla fine di Maggio alla Norman Foster Foundation sede di Madrid, incentrato su strategie innovative per gli insediamenti informali urbani.
Il collegio docenti e Sir Norman Foster hanno offerto affascinanti opportunità e disquisito sulla situazione attuale delle città urbane e degli insediamenti informali, riflettendo sulla questione sotto vari obiettivi e tematiche - fisica, economia, architettura, antropologia, sociologia e pianificazione urbana - dando una visione approfondita del loro approccio individuale ad affrontare le sfide urbane di oggi. Tutti i seminari sono stati seguiti da intense discussioni tra il corpo docenti e gli studenti e dalla possibilità unica di creare con i relatori stimolanti conversazioni e dialoghi. Un dibattito pubblico ha portato sul palcoscenico alcuni docenti per riflettere sulle questioni sensibili e più vicine all’all’architettura contemporanea. È stato un importante momento del workshop, che riflette la complessità della trasformazione urbana nei colloqui e, attraverso una sessione di domande e risposte, dubbi e questioni del pubblico.
Come punto di partenza della settimana, il gruppo di noi studenti ha elaborato presentazioni introduttive ai docenti, dimostrando il nostro studio individuale sul tema della rapida crescita urbana. Sotto la guida del mentore del workshop, Luis Bettencourt (Pritzker Director del Mansueto Institute for Urban Innovation University di Chicago, Stati Uniti), abbiamo elaborato strategie innovative per le città del futuro. L'input dei seminari e la possibilità di condividere le nostre conoscenze e ricerche da tutte le parti del mondo hanno creato una piattaforma per uno scambio unico e un potente processo creativo. Le continue revisioni del nostro lavoro hanno offerto un ulteriore livello di riflessione attraverso gli sguardi professionali e critichi di tutti i professori e professionisti coinvolti.
Abbiamo inquadrato il risultato delle nostre discussioni e le nostre conclusioni comuni in un manifesto in cui abbiamo incorporato la nostra visione delle città future. Seguendo il nostro manifesto, abbiamo sviluppato due progetti, affrontando le questioni più urgenti delle nostre dibattiti attraverso un progetto architettonico e un progetto sociale, che speriamo di portare avanti in futuro.
Nella straordinaria cornice del quartier generale della fondazione, il team della Norman Foster Foundation ha creato per noi un ambiente stimolante e ci ha permesso di condividere e acquisire conoscenza, lavorare e discutere intensamente e ci ha incoraggiati ad investire le nostre forze e idee non solo per la durata del seminario, ma per continuare a unirci nel prevedere città forti e future."

Secondo premio per "Affordable Housing in London"

Gennaro Postiglione insieme a Stefania Sabatinelli e Massimo Bricocoli hanno partecipato ad un concorso (di architettura) di idee sul tema "Affordable Housing in London” ottenendo il Secondo Premio. Al progetto ha anche un nostro neo-laureato, Nicola Sirugo.

Il lavoro è il frutto di una ricerca sull’abitare iniziata da un paio d'anni e che vede impegnato il team di progetto a incrociare ricerca e didattica puntando sulla forza di affrontare il tema muniti di bagagli disciplinari e competenze molto diverse. È una sfida importante che inizia ora a dare i suoi primi frutti, di cui infatti sono stati presentati un paper alla Conferenza internazionale “Inside the City” (London Met) e un seminario presso l’Università di Malmö.


Questo il commento della giuria:

Coliving and cohabitation serve to increase density by reorganizing the layouts of existing buildings for more efficient spaces, and to include shared amenities for larger groups of inhabitants. The designer of this project, quoting STAR strategies + Architecture, states: “the real revolution in housing is indoors.” The proposal rearranges the interior layout of a typical london housing block, as the designer claims, to mirror the growing variety of job positions and of family arrangements. The ways in which people organize their urban lives to afford housing “is to be more closely investigated, as this brings along significant changes in terms of housing cultures, patterns of solidarity/community, and socio-spatial organization.” The design offers a selection of flexible interior organizational components – including the bathroom core, the equipped wall fitted with shelving and insulation, and movable partitions. The layout accounts for a mixture of user profiles, from the single adult student, to the elderly couple, to the divorced parent with child. The jury wonders, in what other building typologies can this project be applied?

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I 4 progetti vincitori della quinta edizione di POLISOCIAL AWARD 2018

POLISOCIAL AWARD 2018

CITTÀ E COMUNITÀ SMART IN AFRICA: ECCO I 4 PROGETTI VINCITORI DELLA QUINTA EDIZIONE DI POLISOCIAL AWARD

Ha avuto luogo nell’Aula Magna la premiazione di Polisocial Award 2018, la quinta edizione della competizione che premia i progetti di ricerca ad alto contenuto sociale sviluppati nel nostro Ateneo.

Polisocial è il programma di impegno e responsabilità sociale del Politecnico di Milano attivo dal 2012, uno dei primi programmi di responsabilità sociale di natura accademica nel panorama italiano. Abbiamo scelto di adempiere alla nostra Terza Missione finanziando e incentivando un tipo di ricerca che dimostri la capacità di intercettare la domanda sociale del mondo contemporaneo. Il risultato è un totale di 2.500.000 di euro di finanziamenti, erogati grazie al 5x1000 IRPEF destinato alla nostra Università e ad ulteriori fondi offerti da partner esterni a cofinanziamento dell’iniziativa.

Questa quinta edizione è dedicata ai temi della Cooperazione e Sviluppo, e l’area geografica di studio è l’Africa. Un continente in rapida crescita, che mette le istituzioni – soprattutto quelle culturali e di ricerca come l’Università – davanti a scelte importanti. Prosperità, rispetto del pianeta, inclusione sociale sono alcuni dei motori fondamentali per lo sviluppo di quest’area.

A valutare i progetti, un Comitato Scientifico composto da docenti del Politecnico di Milano, coadiuvati da un prestigioso Advisory Board di esperti esterni. I progetti vincitori sono 4, che saranno avviati a inizio marzo e avranno durata di 15 mesi. L’ambito tematico è quello delle Città e Comunità Smart: una proposta di percorsi di ricerca multidisciplinare finalizzati a identificare piani di sviluppo locale in Eritrea, Mozambico e Somalia.

Il numero di docenti e ricercatori che ha partecipato alla call è stato notevole. Rispetto alle scorse edizioni, si è preferito premiare con un finanziamento più alto - ben 500.000 euro - un numero minore di progetti, ma che fossero di più ampio respiro e pianificati su un orizzonte di lungo periodo. Si è inoltre voluta valorizzare l’interdisciplinarità delle proposte: sono 9 i dipartimenti coinvolti, con 35 docenti.

Questo finanziamento è solo un punto di partenza. Polisocial vuole seguire e accompagnare i progetti, e a questo scopo un’altra novità è stata introdotta quest’anno: un premio addizionale di 30.000 euro che faccia seguito al report intermedio, per supportare l’avvio della fase di scalabilità dei progetti.

Ecco i progetti vincitori:

BECOMe | Business ECOsystem design for sustainable settlements in Mogadishu: affordable housing, local entrepreneurship and social facilities – Responsabile scientifico: prof. Oscar Bellini (Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito)

BOA_MA_NHA! | Study for the integrated development of the regions BOAne, MoAmba, NamahacHA – Responsabile scientifico: prof.ssa Laura Montedoro (Dipartimento di Architettura e Studi Urbani)

SAFARI NJEMA | From informal mobility to mobility policies through big data analysis – Responsabile scientifico: Prof. Simone Vantini (Dipartimento di Matematica)

EMotion | Eritrea Mobility and Cultural Heritage: New Frontiers of the Horn of Africa – Responsabile scientifico: prof. Federico Cheli (Dipartimento di Meccanica)

I componenti dell’Advisory Board: Cheikh Bedda-Commissione dell’Unione Africana; Antonella Baldino-Cassa Depositi e Prestiti; Stefano Bologna-UNIDO; Elena Casolari-OPES-LCEF; Cleophas Adrien Dioma-Gruppo “Migrazioni e sviluppo”, CNCS; Stefania Mancini-Assifero; Giuseppe Mistretta-MAECI, DGMO; Roberto Ridolfi- FAO; Piotr Tulej-DG RTD, UE.

Nel Comitato Scientifico, i professori: Niccolò Aste, Paolo Biscari, Massimo Bricocoli, Francesca Cognetti, Emanuela Colombo, Emilio Faroldi, Giorgio Guariso, Cristina Masella, Gabriele Pasqui.

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Premiazione del Premio di Studio “Laure Larouzè” - XVII edizione - Polo di Lecco

Proposte progettuali per “project for an innovative and carbon free development at Greco-Breda area in Milan”

Si è tenuta il 15 Gennaio 2019 alle ore 17:30 presso l’aula B2.3 del Polo territoriale di Lecco la premiazione del Premio di Studio “Laure Larouzè SUSTAINABLE_BUILT_ENVINRONMENT” – " Re-inventing cities, project for an innovative and carbon free development at Greco-Breda area in Milan”, rivolto agli studenti della laurea magistrale in Building and Architectural Engineering della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano partecipanti ai corsi di Sustainable Multidisciplinary Design Process (SMDP) e Sustainable Multidisciplinary Design Process Studio, rispettivamente sotto la direzione dei proff. Massimo Tadi e Franck Nolesini.
Il premio, giunto alla sua XVII edizione, è stato promosso dal Polo territoriale di Lecco, in collaborazione Rotary Club Lecco Manzoni e ha visto la partecipazione di 15 gruppi di studenti internazionali provenienti da 12 diversi paesi del mondo.  

Lo scopo dell’iniziativa ha teso a stimolare la partecipazione attiva e l'approccio proattivo degli studenti incrementando il livello di conoscenza e di indagine delle diverse discipline che influiscono nella progettazione sostenibile alla scala architettonica e urbana insieme alla possibilità di fornire un contribuito innovativo al dibattito che riguarda la possibile trasformazione dell’area di Greco-Breda a Milano.
Il tema del concorso è stato infatti la progettazione di un " Re-inventing cities, project for an innovative and carbon free development at Greco-Breda area in Milan”, nella zona nord-est di Milano.
Obiettivo principale del concorso la trasformazione è la riqualificazione urbana dell’area di Greco Breda che fa parte del piano strategico di Milano per la rigenerazione degli scali ferroviari dismessi. Il sito si compone di tre parti principali: l’ex scalo ferroviario accanto alla stazione Greco-Pirelli, un’area verde ubicata più a est, su Via Breda, e una fascia lunga e stretta di terreno, sede di un binario dismesso, che si affaccia a ovest sul quartiere Bicocca. Si tratta ambito urbano da orientare verso i più elevati standard di efficienza energetica e di vivibilità urbana sostenibile.

Le proposte progettuali erano chiamate ad operare secondo un modello integrato di tipo olistico e multi-scalare capace d’integrare gli aspetti della mobilità sostenibile, dell’integrazione e potenziamento del sistema del trasporto pubblico, della produzione locale di energia insieme a modelli evoluti di trattamento del ciclo delle acque e dei rifiuti; Inoltre a sottolineare la posizione strategica dell’area il progetti sono stati chiamati ad approfondimenti circa il ruolo dell’agricoltura urbana nell’ambito della produzione di cibo. In sintesi, un quartiere sostenibile modello che interpreti la specifica collocazione in un nodo infrastrutturale significativo per la città metropolitana milanese.     
La presenza di una delle più trafficate stazioni ferroviarie per i servizi suburbani in direzione Monza rende questo sito uno snodo di importanza strategica nel contesto metropolitano. La riqualificazione dello scalo costituisce una occasione per ridurre il traffico veicolare e promuovere l’uso di modi di trasporto sostenibili, superando la barriera ferroviaria per consentire migliori collegamenti pedonali e ciclabili con la stazione e con le altre destinazioni.

Gli studenti hanno formulato proposte progettuali innovative che ha legato soluzioni ad alto contenuto tecnologico con la valorizzazione del paesaggio agricolo locale, con l’obiettivo di ottenere armoniose connessioni con il contesto sociale, economico e residenziale esistente.
Gli elaborati sono stati valutati da una commissione che ha decretato una graduatoria di merito della capacità dei progetti di incontrare gli obbiettivi del concorso con particolare attenzione alle tecnologie adottate in un’ottica di risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.

La graduatoria così ottenuta è composta da:   

  • Primo classificato gruppo 1: Bahaa Zein, Via Babajaninia Shirvani, Ahmed Mohamed Ahmed Lotfy Elmaraghy, Viktoriia Korovina, Helia Khalaj
  • Secondo classificato gruppo 13: Gaber Mona, Francesco Mainetti, Sheikh Haasani Navid, Tabatabaei Ailin, Tajik Ramyar
  • Terzo classificato gruppo 2: Arianna Corti, Noam Kalai, Yasman Naezi, Islam Rihan

In considerazione dell’alta qualità presentati, la commissione giudicatrice ha deciso di assegnare tre menzioni, (una in più rispetto a quanto previsto dal bando):

  • Prima menzione al gruppo 4: Manuela Loza, Nur Yemisci, Asli Nur Timur, Mohammadmahdi Poursheikhali, Hung Yang
  • Seconda menzione al gruppo 6: Modaresi Saba, Marco Rotundo, Parvatharredy Saichandu, Marta Saccuman
  • Terza menzione al gruppo 8:Giorgia Caniato, Guilihuma Ainiwaner, Ghayouri Reyhaneh, Nemati Ali


La giuria:

  • Prof. Manuela Grecchi, Pro Rettore Delegato Polo di Lecco, Politecnico di Milano;
  • Prof. Gabriele Masera, Coordinator of the MSc in Building Engineering and Architecture, Politecnico di Milano;
  • Dott. Alessandra  Pilia, Head of Comunication A.P.I. Associazione Piccole e Medie Industrie in rappresentanza di Dott. Ing. Stefano Valvason, General Director A.P.I. Associazione Piccole e Medie Industrie;
  • Dott. Ing. Chiara Bonaiti, Vice President Rotary club Lecco Manzoni in rappresentanza di Dott. Avv. Stefano Artese, President Rotary club Lecco Manzoni;
  • Ing. Giancarlo Alderighi, Expert delegate, Rotary club Lecco Manzoni;

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